Trenkwalder, dipendenti infuriati
Dopo la richiesta di fallimento i loro crediti sono privilegiati ma il futuro è incerto
Dopo la richiesta di “fallimento in proprio” da parte di Trenkwalder Italia, ora i quesiti ricorrenti riguardano il futuro dei lavoratori dipendenti diretti, le loro spettanze arretrate, la procedura di concordato con riserva che potrà confluire in quella di fallimento e quale professionista verrà incaricato dal tribunale per il fallimento stesso.
È già stato ribadito che gli arretrati dei lavoratori somministrati devono invece essere saldati dalle imprese che effettivamente utilizzano questi addetti. Per i dipendenti diretti ora i sindacati cercheranno di tutelare i loro diritti sia in qualità di creditori privilegiati in relazione al fallimento sia mediante gli ammortizzatori sociali cui sarà eventualmente possibile accedere. Va ricordato che i dipendenti diretti rimasti in Trenkwalder sono 90 nel Modenese e 158 complessivi, comprendendo quelli delle altre filiali italiane. I lavoratori modenesi sono infuriati per le ultime vicende aziendali: anche alla Gazzetta si susseguono le loro telefonate di protesta. Sarà anche da verificare se, per dare continuità alle procedure, sarà lo stesso commissario Sido Bonfatti, che si occupa del concordato con riserva, a ricevere l’incarico di curatore fallimentare una volta che sarà presa in considerazione l’istanza di “fallimento in proprio”. Questa tipologia di richiesta di fallimento si distingue fondamentalmente da quella presentata dai creditori: in questo caso è la stessa azienda, quindi l’amministratore Peter Zehentleitner, a presentare l’istanza.
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