Modena. Figurine, non si vedono visitatori
Numeri poco esaltanti per la mostra da 200mila euro del Mata. E ora c’è anche un’attrazione ko
MODENA. La mostra "I migliori album della nostra vita" sembra non accendere gli entusiasmi. Il pubblico sembra aver deciso che andare a vederla non ne vale la pena, soprattutto se deve pagare un biglietto per l'ingresso.
I numeri della rassegna in corso al Mata sono poco confortanti: nei primi quarantacinque giorni di apertura - dal 16 settembre al primo novembre - a pagare il biglietto sono state appena 700 persone scarse. Come noto "I migliori album della nostra vita", è stata realizzata spostando al Mata dell'ex Manifattura tabacchi mille figurine Panini dedicate al mondo dello sport, tutte conservate negli archivi a un chilometro di distanza, nella sede del comunale Museo della Figurina. Una mostra caratterizzata dagli alti costi di realizzazione - oltre 200mila euro in totale compresi cachet ad ex campioni come Benvenuti e Gimondi - che non è duqneu accompaganta da alti numeri di visitatori. Se si escludono i tre giorni di apertura in occasione del FestivalFilosofia - oltre 2500 entrate, ma gratuite - a oggi, si calcola che la rassegna ha superato di poco le mille entrate paganti. Su un totale, comprese le gratuità, ben lontano per ora dalle 10mila unità. E c'è dell'altro: in questi giorni anche il videogioco della boxe, all'inaugurazione definito un valore aggiunto e costato ben 31mila euro, si è guastato come spiega un cartello posizionato sullo schermo.
Tornando ai numeri, che la Gazzetta ha potuto visionare dai documenti comunali, si tratta di dati riferiti ai quindici giorni di apertura di settembre e all'intero mese di ottobre poiché il Comune ha deciso di fornire dati ufficiali solo il 26 febbraio, al termine dell'appuntamento.
Per ora, dunque, a parte il periodo iniziale si possono solo fare proiezioni. Magari da oggi a fine rassegna, complice il periodo gratuito regalato in queste settimane a cavallo delle feste di Natale, gli ingressi decolleranno e alla fine i numeri soddisferanno l'amministrazione comunale, che ha molto investito nell'iniziativa.
Nel periodo dal 16 settembre al primo novembre la rassegna (che comprende le due sedi del mata e del Museo della Figurina di Corso Canalgrande) è arrivata a quota 5mila entrate scarse, e non tutti al Mata. La metà al Museo della Figurina partner della iniziativa. Dei 2500 entrati al Mata ben due terzi sono entrati senza pagare alcun biglietto.
Altra azione che si rivela non positiva, almeno secondo i dettami del marketing culturale, così come viene applicato in tutto il mondo ma non sotto la Ghirlandina.
Quale sarà il numero finale? Difficile dirlo. Magari nelle prossime settimane ci sarà un boom di interesse. Proviamo a fare una previsione ipotizzando una tendenza in crescita, grazie agli ingressi omaggio di queste settimane. "I migliori anni" potrebbe arrivare a quota 15mila entrate.
In questo caso, il costo procapite rispetto ai 200mila abbondanti di spesa sarebbe di 13 euro a persona. Se, però, consideriamo solo i paganti - diciamo 5mila, un terzo come all'inizio della mostra - il costo procapite salirebbe alla cifra di 40 euro. Non pochi. Tenuto conto che il biglietto d'entrata costa 5 euro non si comprende chi siano i "ragionieri" che tengono i conti delle iniziative culturali.
Stefano Luppi
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