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Carcere, detenuto rifiuta il trasloco Feriti tre agenti

Ancora tensioni in carcere al S.Anna di Modena. A farne le spese ieri mattina tre agenti costretti a ricorrere alle cure del caso, riportando lesioni guaribili in dieci giorni. Tutto è nato dal...

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Ancora tensioni in carcere al S.Anna di Modena. A farne le spese ieri mattina tre agenti costretti a ricorrere alle cure del caso, riportando lesioni guaribili in dieci giorni.

Tutto è nato dal trasferimento di un detenuto extracomunitario di 19 anni, che è andato in escandescenza al provvedimento del trasloco, da lui subito rifiutato. La sera precedente, appresa la notizia, si è strappato i punti di sutura e ha iniziato a dare testate al muro.

Ieri mattina gli agenti in allarme hanno subito chiamato il medico di guardia che riusciva a somministrargli una puntura calmante. «Sembrava essersi tranquillizzato - scrivono in una nota congiunta, all’unanimità, le sette sigle sindacali che raggruppano gli agenti del penitenziario modenese - Una volta giunti nel reparto dove doveva essere sistemazione è andato in panico e ha ricominciato ad agitarsi, colpendo un'agente al ventre. Altri due colleghi riportavano lesioni alla mano, giudicate dal pronto soccorso, guaribili in dieci giorni. Non è l'unico evento che si è verificato nella struttura modenese. Nella serata di ieri, invece, per motivi futili dovuti al mancato funzionamento della luce nella saletta di un reparto, cinque detenuti hanno dato vita ad una vera e propria protesta, sfociata con azioni di grave autolesionismo da parte di due detenuti. La sensazione (meglio dire, certezza) è quella di un carcere completamente in balia dei detenuti i quali, per raggiungere ed ottenere i propri voleri, non si fanno scrupolo nel ricorrere alla violenza».

«Tra gli istituti nazionali ci sono forti preoccupazioni con situazioni irrisolte - concludono i sindacati - con gravissime responsabilità (fino ad oggi) dell'amministrazione penitenziaria. Non va dimenticato che gran parte del personale in servizio al carcere di Modena, ha presentato domanda di distacco in altri istituti regionali, non avvertendo quel clima lavorativo in grado di assicurare la tutela alla propria incolumità».

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