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Con Mirabella al Comunale di Modena un viaggio nella canzone napoletana

Con Mirabella al Comunale di Modena un viaggio nella canzone napoletana

Nulla è evocativo come una canzone napoletana. In essa c'è l'essenza di un popolo, con tutte le sfumature caratteriali ed emotive che hanno reso famosi e riconoscibili i partenopei in tutto...

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MODENA. Nulla è evocativo come una canzone napoletana. In essa c'è l'essenza di un popolo, con tutte le sfumature caratteriali ed emotive che hanno reso famosi e riconoscibili i partenopei in tutto il mondo. “Voci ’e Notte”, che andrà in scena domenica 11 dicembre alle 17 al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” per la rassegna wikiclassica.mo, è uno spettacolo ideato da Giovanni Oliva e dedicato alla canzone italiana e napoletana tra fine Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento. Un vero e proprio viaggio sentimentale alla riscoperta di poeti e musicisti che hanno accompagnato le passioni nostre, dei nostri padri e quelle dei nostri nonni in una suggestiva serie di brani da Francesco Paolo Tosti e Eduardo Di Capua a Giorgio Gaber.

Ospite d'eccezione, a guidare e raccontare aneddoti e storie intorno alle canzoni interpretate sarà Michele Mirabella, volto noto della tv e amatissimo conduttore di “Elisir”, ma anche docente di comunicazione, appassionato di rapporti fra l'antico e le nuove tecnologie, filosofo, regista, profondo conoscitore dell'opera lirica. «Le vecchie canzoni sono come le petites madeleines di Proust, evocano immediatamente l'atmosfera di un'epoca - racconta Mirabella - sono un souvenir, il sapore di un mondo che non c'è più. Forse soltanto un profumo ha lo stesso potere di investirci di un'onda di ricordi in grado di emozionarci. Il segreto è quello di storicizzare le proprie vicende personali: se acolto “The eve of distruction” del 1968 non posso non ricordare l'epopea del movimento studentesco (con tutti i suoi catastrofici errori); se sento “We shall overcome”, come faccio a scinderlo dai filmati in bianco e nero delle proteste di quegli anni?».

La melodie saranno affidate alla voce di Aldo Caputo, tenore che ha diviso la propria carriera fra l'opera lirica nei maggiori teatri, dalla Scala di Milano alla il New York City Opera, e l'interpretazione del repertorio della canzone popolare. La parte strumentale, su arrangiamento di Roberto Corlianò, che siederà al pianoforte, sarà affidata a un gruppo formato da Norma Di Leo (flauto), Dino De Palma (violino), Vincenzo Starace (viola), Gianni Cuciniello (violoncello) e Francesco Marcello Sette alle percussioni.

«Pur lavorando nell'organizzazione teatrale non ho mai perso l'amore per la lettura e per la scrittura - racconta Giovanni Oliva - Nella scorsa primavera l'amico Aldo Caputo mi ha chiesto un'idea per uno spettacolo musicale “senza frontiere” e la prima melodia a cui ho pensato è stata quella di “Voce 'e notte” di Nicolardi e De Curtis che poi è diventata, al plurale, il nostro titolo: a quel punto abbiamo scelto una serie di brani il cui comune denominatore fosse la penombra, una penombra prevalentemente interiore, quasi fosse impossibile cantarli in piena luce. Mi sono lasciato andare allora a una serie di divagazioni dalle quali il “contastorie” Michele Mirabella trae spunto per raccontare antefatti e aneddoti sapidi su ciascun brano e ne introduce l'ascolto affidato alla voce del “cantastorie” Caputo e ai bellissimi arrangiamenti di Roberto Corlianò».

Napoletano, Giovanni Oliva si occupa da oltre trent'anni di musica e teatro. Ha lavorato per Fondazioni liriche, Teatri di tradizione, Festival, Orchestre sinfoniche, Associazioni concertistiche accanto a protagonisti della scena internazionale.

Maria Vittoria Melchioni

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