Costi a Bruxelles per le ceramiche
Il sindaco ha denunciato la concorrenza sleale dei prodotti cinesi
FORMIGINE. «Il nostro made in Italy può subire un contraccolpo mortale da una concorrenza sleale». È il monito lanciato da Maria Costi a Bruxelles. Il sindaco di Formigine ha consegnato presso il Parlamento Europeo un documento per chiedere più garanzie rispetto alla produzione cinese. In qualità di presidente dell’Unione del Distretto Ceramico, Costi ha chiesto la prosecuzione delle misure contro il dumping. Un termine inglese con cui s’intende l’esportazione di merci a prezzi molto più bassi. «Il settore ceramico nazionale conta 228 aziende per oltre 25mila lavoratori e 5,8 miliardi di di fatturato - spiega Costi - in buona parte concentrati nei nostri otto Comuni: abbiamo sentito il dovere di confermare e rilanciare il nostro impegno a tutela della nostra economia, del nostro manifatturiero e dell’occupazione. Tutto ciò contro la concorrenza sleale della produzione ceramica cinese che, almeno in questo ambito, non risponde affatto ai criteri dell’economia di mercato e questo implica la necessità assoluta che le misure antidumping permangano». Il testo aveva come destinatari Gianni Pittella e Jerzy Buzek, rispettivamente presidente del Gruppo parlamentare Socialisti & Democratici e presidente della commissione Industria. (g.f.)
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