Il tris d’assi del gruppo: raccolti 5,24 milioni
Bondioli, Pignatti e Bianchini avevano la fiducia di almeno 78 persone poi sono partite le denunce
C’è chi ha scoperto di essere finito nella truffa soltanto perché le Fiamme Gialle hanno bussato alla loro porta per chiedere informazioni. Addirittura qualcuno dei clienti truffati dal gruppo è stato ascoltato per un’inchiesta parallela partita in Svizzera. Ma altri hanno intuito - forse troppo tardi - di aver riposto troppa fiducia in promotori finanziari famelici e ha scelto di andare dagli inquirenti per sporgere denuncia. Lo ha fatto mantenendo un minimo di credibilità nell’interlocutore, a cui ha addirittura comunicato di aver attivato gli investigatori, credendo nella buona fede del promotore, magari raggirato a sua volta dall’organizzazione.
Ma Claudio Pignatti, Maurizio Bondioli ed Elena Bianchini erano le punte di diamante del gruppo. Soltanto loro sono stati in grado di rastrellare almeno 5,24 milioni di euro, tutti ricostruiti dal meticoloso lavoro della Guardia di Finanza di Brescia. Se si potesse dare la palma del migliore andrebbe di diritto al 56enne di Camposanto che per conto della International Global Opportunities, società di diritto inglese di proprietà di Antonello Moroncini, ha raccolto 2,78 milioni di euro grazie ai soldi che gli avevano affidato 19 clienti. Sono invece 8 le persone raggirate da Bondioli per un valore affidato di 1,13 milioni e sei i clienti (450mila euro) che si erano affidati alla Bianchini.
Con la Champions Holding & Finance, invece, lavorano soltanto Bondioli e Pignatti. È sempre l’ex dipendente Unicredit, forte delle sue conoscenze bancarie, a muovere 609mila euro con 28 clienti, incassando una provvigione di 31mila euro. Il formiginese si impegna con 6 persone per 180mila euro. E a chiudere ecco il piano “Tova” a cui partecipa Pignatti che grazie a 12 persone porta in cassa 97mila e 800 euro.
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