La chiesa di Magreta: il restauro restituisce uno scrigno di tesori
Dopo 8 anni di chiusura per i danni del sisma 2008 è stata riaperta la Natività di Maria Santissima di Magreta di Modena
MODENA. Della nascita, dell'infanzia e dell'adolescenza di Maria si sa davvero poco. Ma i pochi fatti conosciuti sono stati tramandati e resi immortali in gran parte attraverso l'arte. E proprio alla Natività di Maria Santissima è dedicata la chiesa di Magreta che è stata riaperta al culto l'8 dicembre, nel giorno dell'Immacolata, dopo anni di chiusura forzata a seguito dei danni riportati nel sisma verificatosi tra Reggio e Modena nel 2008. Durante i lavori di ristrutturazione e consolidamento sono state svolte indagini archeologiche a partire dal 2010 fino al 2014 che hanno permesso di evidenziare le fasi costruttive della prima chiesa di Magreta, di cui restava qualche traccia nonostante le trasformazioni architettoniche ottocentesche.
Lo studio della stratigrafia muraria ha consentito di isolare tre fasi edilizie principali: la prima riferibile all'XI-XII secolo prevedeva una semplice struttura a pianta rettangolare, orientata canonicamente (secondo tradizione cristiana) in senso est - ovest. I resti di questo primo edificio ecclesiastico sono stati rinvenuti sotto l'altare maggiore, l'area del presbiterio e l'ala ovest del transetto della chiesa attuale. La chiesa basso medioevale doveva essere probabilmente una cappella palatina, realizzata all'interno della cinta del castello della famiglia Da Macreta (i cui membri divennero noti come signori di Magreta sin dal secolo XI). Nel XIV secolo, in una profonda trasformazione e ricostruzione del castello di Magreta (coincidente probabilmente con l'assegnazione del castello a Margherita d'Este che sposò Galasso Pio, dopo che i Da Macreta dovettero abbandonare questi luoghi), si ha un prolungamento dell'edificio sul lato est. Questa struttura più ampia occupava quindi, oltre all'area del presbiterio, l'intero transetto della chiesa attuale.
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Sul lato ovest venne aperto l'ingresso principale, mentre sul lato est venne ricavato un nuovo presbiterio, probabilmente absidato con l'altare maggiore al centro. L'ultima fase è databile tra il XVI e XVII secolo, quando, sotto l'egida della famiglia Pincetti feudatari dei duchi d'Este e detentori del castello di Magreta dal 1497, la chiesa venne dotata di due cappelle laterali aperte sulla navata centrale: quella a nord venne dedicata, con relativo altare, a San Pellegrino, mentre quella a sud venne consacrata alla Beata vergine del Rosario ed anch'essa provvista di relativo altare. A questa fase architettonica può essere ricondotta anche la pavimentazione in mattoni disposti a spina di pesce, che oggi risulta in parte visibile nell'ala ovest del transetto. Dallo studio di alcune planimetrie settecentesche, si deduce che la chiesa rimase invariata fino alla realizzazione dell' edificio del 1821.
Durante i lavori relativi al pavimento dell'attuale presbiterio che un tempo era coperto da lastre tombali con iscrizioni, sono state rinvenute altre tombe. La parte della chiesa ottocentesca fu voluta dall'Avvocato Filippo Spezzani, membro del Supremo Consiglio di Giustizia dell' epoca, (ma anche possidente del luogo), che fece dono ai suoi concittadini di un edificio più accogliente e capiente, su disegno dell'architetto Felice Spezzani (suo nipote). Venne solennemente aperta al culto l'8 dicembre 1823 per l'Immacolata Concezione. I restauri hanno portato all'antico splendore i decori di Baroni e Prandini e le pitture e gli affreschi di Fermo Forti. Il pavimento della chiesa è stato ricostruito in battuto veneziano.
Tra i tesori custoditi troviamo un organo di Cesare Zoboli del 1844 e alcuni dipinti di pregio tra i quali una crocifissione attribuita a Francesco Madonnina (sec. XVI), il quadro di Sant' Antonio Abate e quello di San Pellegrino del XVIII secolo, mentre il quadro posto sull'altare maggiore dedicato alla Natività di Maria è di Biagio Magnanini e risale ai primi dell'ottocento. La statua di Maria Santissima fu voluta da un parroco nel 1866 e venne eseguita dalla manifattura di Faenza Collina-Graziani e troverà spazio nell'apposita cappella, ed è l'icona che viene portata nelle processioni parrocchiali. La chiesa di Magreta è una delle poche chiese dell'Emilia Romagna che vanta ampie superfici pavimentali vetrate, che consentono di poter osservare le antiche strutture. (m.v.m.)
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