La produzione delle pmi torna finalmente positiva
Numeri soddisfacenti anche per il fatturato soprattutto in settori importanti quali il biomedicale e l’alimentare. Venturi: «Ma servono interventi legislativi»
Non accadeva da un anno: la produzione e il fatturato delle piccole e medie imprese modenesi nel terzo trimestre lasciato alle spalle sono tornate al segno positivo.
La produzione delle pmi aumenta, rispetto allo stesso periodo di un anno prima, del 3,5%. Cresce anche il fatturato e pure in questo caso del 3,5%. Un risultato determinato ancora una volta dalla ripresa del fatturato estero (che si attesta al 26,5% del totale) e sostenuto da buone attese relativamente al prossimo futuro, con ordini nazionali che crescono del 9,2% e esteri del 16,1%.
Un risultato che è anche sostenuto da buone attese relativamente al prossimo futuro, con ordini nazionali che crescono del 9,2% e esteri del 16,1%. Vediamo l’analisi di Cna nei singoli settori. Alimentare, biomedicale, per una volta la filiera dell'abbigliamento, e in parte la meccanica, sono i settori che trainano questa mini ripresa.
Sono viceversa pochi i segni meno, limitati alla meccanica di precisione e alle apparecchiature elettroniche.
Alimentare. Dopo l'anomalia di un anno fa torna a crescere (+ 4,5% la produzione e +2,9% il fatturato) un settore che rappresenta una sorta di biglietto da visita della nostra economia e della nostra cultura. Cresce anche la quota export, che supera un quarto (25,4%) del totale.
Maglieria. Come un anno fa, il terzo trimestre fa tornare il sorriso alle imprese della maglieria (+7,8% e + 4,4%), che comunque continua ad attraversare un momento poco felice. E chissà che almeno una piccola parte di questo risultato non vada ascritta a Moda Makers, l'iniziativa di matching tra produttori e buyer che ha avuto la sua prima edizione a maggio e che porta a Carpi numerosi compratori stranieri del settore. Torna in doppia cifra (11,2%) il fatturato estero.
Abbigliamento. Meno brillante la situazione dell'abbigliamento (il segmento caratterizzato da aziende in conto proprio collocate nella fascia medio-alta del mercato) che recupera nella produzione, a scapito del fatturato.
Prodotti in metallo. Continua a buon ritmo la crescita di questo segmento della meccanica, arrivata al settimo trimestre consecutivo con il segno più. E continua anche il massiccio aumento dell'export, al 27,4% del totale.
Macchine e apparecchi meccanici. Qualche segnale positivo, dopo un secondo trimestre disastroso, arriva anche dalla meccanica di precisione modenese (+ 4,7% il fatturato), che, peraltro nei mesi precedenti era cresciuta con ritmi da doppia cifra. Ottime le aspettative internazionali; non a caso l'export ha raggiunto la quota record del 44,2% del fatturato totale.
Biomedicale. Al galoppo (+16% la produzione e + 13% il fatturato) la crescita congiunturale del più dinamico dei settori manifatturieri modenesi, trainato ancora dall'export, che raggiunge il 53,7% del totale (il livello più elevato da due anni a questa parte).
«Un'inversione di tendenza che rappresenta una ventata di ottimismo - dice il presidente di Cna Modena, Umberto Venturi - anche se questo risultato non cambia il clima di incertezza nelle imprese. Di certo, questo clima va assecondato anche con interventi legislativi adeguati. Da questo punto di vista, confidiamo in provvedimenti della Legge di Bilancio, come l'iper ammortamento sui beni strumentali e l'estensione del credito di imposta per le spese di ricerca e sviluppo. Rimangono aperti altri fattori critici quali l'Imu, che gli imprenditori pagano sugli immobili utilizzati nelle attività produttive, assoggettati a una doppia imposta, e l'annoso problema dello smaltimento dei rifiuti. Stimiamo che almeno per la metà delle imprese manifatturiere si paghi due volte il conferimento dei rifiuti: una prima volta pagando alle imprese private lo smaltimento, la seconda volta appunto attraverso la Tari».
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