Magreta, dopo otto anni la chiesa riapre le porte
Formigine. Chiusa dal sisma del 2008, ieri la celebrazione per la fine dei lavori Il vescovo davanti a centinaia di persone: «Recuperato il senso di comunità»
FORMIGINE. Una duplice festa per Magreta. Nel giorno dell’Immacolata Concezione, ieri nel primo pomeriggio, è stata restituita la chiesa del paese alla sua comunità.
Un momento atteso dal giorno in cui, a causa di scosse sismiche che colpirono il Modenese nel 2008, la struttura venne dichiarata pericolante e, dunque, chiusa ai fedeli. Quell’evento produsse sullo stabile notevoli danni. Durante questi otto anni, sono stati eseguiti gli interventi necessari per la sua riapertura. La chiesa parrocchiale Natività di Maria Santissima è stata messa in sicurezza, e oltre alle fondamenta, è stata consolidata l’intera struttura. La chiesa fu completata e successivamente aperta il giorno 8 dicembre del 1823.
Erano in centinaia ieri per l’inaugurazione. Il primo a prendere la parola è stato il vescovo Erio Castellucci: «Cosa simboleggia questa riapertura? Significa recuperare il senso di appartenenza di un'intera comunità - spiega don Erio - perché le chiese anche per molti non credenti sono comunque il simbolo dell’unità di un paese, il luogo dei ricordi e delle celebrazioni più intime. C’è molta attesa per questo momento. La chiesa è e rimane un luogo di ritrovo, di aggregazione, soprattutto quando si tratta di chiese parrocchiali, come in questo caso».
Dopo un breve ritrovo nella sala polivalente di San Luigi, in via Magellano, fino a ieri sede della chiesa provvisoria, è iniziata la processione. I fedeli, capeggiati dal vescovo, hanno accompagnato il cammino con canti e preghiere. La statua della Madonna è stata riconsegnata all’originale luogo di culto. Alla celebrazione eucaristica erano presenti anche le autorità politiche, oltre che religiose.
«È un momento meraviglioso per tutta la comunità - sostiene Maria Costi - perché è stata recuperata la storia millenaria che c’è dietro a questa chiesa. Dunque un recupero del passato, con lo sguardo rivolto al futuro. È una giornata di festa, un momento in cui si celebra la bellezza».
Poi, il momento più atteso: il portone della chiesa è stato, finalmente, aperto alla comunità magretese. Le campane hanno suonato nel giorno di festa. Il sole ha riscaldato i presenti che hanno applaudito commossi. Al vescovo, affiancato dal parroco di Magreta, don Remo Pinelli, sono state consegnate le chiavi della chiesa. La messa, dopo otto lunghi anni, è stata nuovamente celebrata in via Don Franchini. Il vescovo ha benedetto non solo le pareti dell’edificio, ma anche le centinaia di magretesi presenti. Tantissimi i giovani che hanno seguito le celebrazioni, che segnano la seconda vita della chiesa così amata dalla sua gente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
