Modena, superpremi per Annichiarico e Trenti
Obiettivi raggiunti per i due direttori generali modenesi. Polemica del M5S sul compenso per l’assessore regionale Venturi
MODENA. Fine anno, tempo di premi di rendimento per i vertici della sanità modenese. Entrambi i direttori generali alla guida dell’Azienda Policlinico e dell’Ausl riescono ad incassare dei premi di tutto rispetto per il loro lavoro. Anche se, mettendo in fila le indennità distribuite dalla Regione, va detto, che non primeggiano.
Massimo Annichiarico dell’Ausl si colloca al quarto posto, mentre il collega Ivan Trenti, alla guida del Policlinico è al decimo posto.
Il primo in Regione è Francesco Ripa di Meana, ex direttore generale dell’ospedale Rizzoli di Bologna, ora agli Istituti fisioterapici ospedalieri di Roma. Subito dopo, si piazzano al secondo e al terzo posto i reggiani Fausto Nicolini e Antonella Messori, che sono a capo rispettivamente dell’Ausl provinciale e del Santa Maria, aziende destinate ad essere fuse insieme sotto la guida di Nicolini, con la Messori che andrà a dirigere il policlinico Sant’Orsola di Bologna.
Le valutazioni le hanno espresse i vertici politici della Regione, scegliendo i super-manager della sanità emiliano-romagnola a cui attribuire premi in denaro per avere raggiunto nel 2014 o nel 2015 obiettivi di qualità, fra cui l’abbattimento delle liste d’attesa.
I bonus sono calcolati secondo una percentuale decrescente rispetto alla retribuzione ordinaria. Perciò Ripa di Meana, che guadagna 124mila euro, a fine anno riceverà un 9,4% in più, che corrisponde a 11.600 euro per un totale di 135 mila euro (tutto lordo). È una somma inferiore ai 13mila di Nicolini, calcolati con un’aliquota più bassa (9,26%), ma su una base stipendiale maggiore. Messori, poi, se ne aggiudica 11mila con il 9,19%.
Giù dal podio, come si diceva, Massimo Annichiarico dell Ausl Modena che con un premio percentuale pari all’8,99% incamera un premio da 13 mila euro, che porta lo stipendio totale a 168 mila. L’altro dirigente modenese, Ivan Trenti ha ricevuto un premio pari all’8,83% per 10 mila euro. Il che porta lo stipendio a quota 131 mila euro. Ma la gratifica più consistente, 19mila euro, se la porterà a casa lo stesso assessore regionale, Sergio Venturi, che ora fa parte della commissione giudicante insieme al presidente Stefano Bonaccini, ma nel 2014 era direttore generale del Sant’Orsola. In suo favore è stata calcolata un’aliquota del 15%, con la motivazione che due anni fa i bonus potevano arrivare al 20%, poi tagliati dalla giunta Bonaccini al 10%. La stessa decisione, che già l’anno scorso ha fatto scatenare l’opposizione, è stata presa per Licia Petropulacos, ex manager del Policlinico a Modena e oggi direttore generale dell’assessorato.
Al momento della decisione, Venturi è uscito dalla giunta e il giudizio sul suo operato è stato affidato al solo Organismo indipendente. Ma ciò non basta a sventare l’assalto del M5s, che chiede a Venturi di restituire il benefit, ritenendolo «sproporzionato rispetto ai risultati raggiunti quando era al Sant’Orsola». Nel suo intervento, la consigliera regionale M5s, Raffaella Sensoli, si spinge oltre, proponendo l’azzeramento di tutti i premi annuali dei manager. «Non capiamo perché – denuncia Sensoli – il suo benefit sia così cospicuo, dal momento che l’azienda sanitaria che guidava, come quasi tutte le altre Asl regionali, era molto lontana dal centrare l’obiettivo del rispetto dei tempi d'attesa. Oggi chi guida il Sant’Orsola ha ricevuto una valutazione molto inferiore benchè il traguardo sia stato apparentemente raggiunto».
La responsabilità viene attribuita in sostanza al presidente e agli altri assessori: «Venturi – accusa la consigliera M5s – può essere anche uscito dall’aula di Giunta quando si parlava del premio da accordargli, ma non si può dire che i suoi colleghi siano stati poco generosi con lui».
Sensoli ricorda, inoltre, che Venturi percepisce quasi 2.500 euro in più rispetto agli altri assessori e che il suo stipendio da direttore generale, al quale non ha rinunciato è pagato da un’azienda sanitaria regionale. «Perciò – conclude Sensoli – dovrebbe avere il buon senso di rinunciare al premio». Lo stesso invito, secondo il M5s, dovrebbe essere rivolto dalla Regione a tutti i direttori generali.
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