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Formigine, frustano debitore: arrestati padre e figli

Formigine, frustano debitore: arrestati padre e figli

Formigine. Incredibile: è l’uomo che voleva prendere a ceffoni “educativi” un altro figlio finito nei guai con i carabinieri

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FORMIGINE. Solo l’intervento dei carabinieri aveva placato la sua furia che si sarebbe abbattuta contro il figlio Pietro, bloccato al suo fianco in furgone mentre nascondeva una pistola semiautomatica Ruger Storm, completa di otto cartucce inserite nel caricatore, rubata durante un furto a Formigine oltre un anno fa. Sembrava la reazione sconvolta di un padre, ferito nella fiducia dal giovane rampollo, ma quanto accaduto pochi giorni dopo offre una visione diversa rispetto al gesto del 55enne Rocco Scarfone, arrestato, con gli altri due figli Luca di 23 e Pasquale Alessandro di 19 anni per aver preso a bastonate e frustato a sangue un 23enne reggiano. Un agguato in piena regola, eseguito con brutale precisione, per riscuotere un debito di 700 euro contratto con la famiglia.

L'IMBOSCATA La vicenda dagli amari sapori malavitosi si è svolta in pieno giorno e sotto gli occhi degli automobilisti a Fogliano, alle porte di Reggio. Teatro dell’imboscata un distributore di benzina, giudicato dagli Scarfone come luogo perfetto per l’azione. I tre hanno chiamato il giovane, ignaro di tutto, e gli hanno intimato di presentarsi con la scusa di concordare un presunto lavoro di tinteggiatura. Il 23enne, forse per paura di irritare ulteriormente la famiglia, non se l’è sentita di rifiutare, ma ha preferito non andare solo, portando con sé due amici cpme “protezione”. Non è però bastato a fermare gli Scarfone. Bloccata la via di fuga all’auto del giovane si sono avventati contro di lui, armati. I giorni erano passati, la richiesta di avere mille euro a fronte di un prestito di 700 non era stata esaudita e si erano stancati di aspettare.

BOTTE E FRUSTATE Alla vista dei bastoni e della verga di pelle i due amici del reggiano sono scappati e per il debitore è stato l’inizio di un calvario fatto di botte e frustate. E non sono bastate le promesse e le suppliche, la violenza degli Scarfone non si è arrestata dinnanzi a nulla. Nemmeno al sangue. Anzi. Dopo aver punito la vittima, Rocco e i suoi figli hanno deciso che, per riscuotere il debito, si sarebbero rivalsi sui suoi beni. Così, dopo averlo perquisito, gli hanno rubato portafogli, cellulare e chiavi dell’auto. E forse avrebbero preso anche quella, se non fossero intervenuti i Carabinieri. Alla vista dei militari hanno tentato la fuga, ma sono stati presi. Gli uomini dell’Arma hanno trovato e sequestrato sulla vettura degli Scarfone il nerbo di bue usato per il pestaggio e le chiavi sottratte. Ora sono ai domiciliari con l’accusa di concorso in rapina e lesioni personali aggravate.

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