Schena cede a Hera? Crm dice no
Fondazioni: Mirandola resta fedele ai sindaci della Bassa. E ha una prelazione sulle azioni carpigiane
La partita a scacchi è solo all’inizio, ma la mossa di Giuseppe Schena, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, ha innescato una reazione a catena sui delicati equilibri su cui si regge Aimag. La decisione di valutare con Hera un concambio delle azioni Aimag di proprietà della Fondazione, che sarà sottoposta al Consiglio d’indirizzo il 19 dicembre, è suonata inattesa: sia a Mirandola, sia a Mantova, in casa Tea, da dove era partita l’altra proposta sul piatto per il futuro di Aimag e dove ancora si aspetta la definizione del bando per l’integrazione. Il presidente della Fondazione Crm Giovanni Belluzzi dovrebbe convocare un Cda d’urgenza la prossima settimana per discutere delle ricadute conseguenti alle intenzioni non smentite di Schena, poi parlerà al Consiglio d’indirizzo. Partendo dal concetto di territorialità da preservare, Cr Mirandola resta fedele al patto sostanziale con Tea: perché l’area di intervento della Fondazione si allunga fino al Mantovano e soprattutto perché i sindaci dell’Area Nord (almeno finora) sono rimasti compatti intorno alla strategia che vuole preservare Aimag come ben radicata nella Bassa, al servizio dei cittadini e con la testa pensante a pochi passi da casa, non diluita in una mxi utility quotata in Borsa. Se però dalle amministrazioni comunali dovesse giungere un’indicazione diversa, con un’apertura a Hera, allora piazza Castello non si opporrebbe.
Tra le due Fondazioni non c’è rottura, ma in questi giorni si profila una strategia diversa dopo il percorso compatto finora seguito. Schena e Belluzzi si stimano, tanto che il presidente mirandolese aveva delegato all’amico l’onore del primo incontro con Hera dopo il gelo che durava da oltre un anno: ma con il vincolo di rispettare le indicazioni ricevute fino ad ora dal territorio. Carpi punta forse a garantire e tutelare il valore economico del proprio patrimonio, anche se non si sa ancora quale potrebbe essere il valore del concambio. Se Hera decidesse di fare un’offerta, dovrà sparare alto. E la vendita non sarà così scontata perché vi è una garanzia che tutela tutti i soci di Aimag: il diritto di prelazione delle quote azionarie. Mirandola potrebbe farla valere, stoppando sul nascere eventuali fughe in avanti di Carpi. Ragione per cui Schena non si muoverà mai prima di aver ricompattato il fronte con Belluzzi e soprattutto con tutti i sindaci coinvolti. Del riposizionamento strategico della Fondazione Carpi si parlerà nel patto di sindacato in programma lunedì.
Intanto nella bagarre si inserisce il Movimento 5 Stelle, che rilancia l’autonomia di Aimag, prendendo spunto dalla lettera di Estra, che propone una partnership per la sola gara d’ambito Atem Modena 1. «Abbiamo sempre sostenuto che Aimag è in grado di trovare da sola le collaborazioni di cui ha bisogno - scrivono i consiglieri comunali Eros Andrea Gaddi, Monica Medici e Luca Severi di Carpi, i solieresi Joseph Clemente, Bruno Bergonzini e Massimo Bonora e il novese Andrea Ferraresi - senza che i Comuni debbano vendere le proprie quote azionarie e senza che l’asset della società debba essere stravolto. Esistono forme di associazione temporanea tra imprese, che consentono ad Aimag di disporre di tutti i supporti necessari, senza che i Comuni rinuncino alle proprie azioni ed al proprio ruolo di controllo ed indirizzo».
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