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Vandali in viale Storchi Sigillate sei serrande

di Saverio Cioce
Vandali in viale Storchi Sigillate sei serrande

Presi di mira negozi di italiani e stranieri nella notte. Migliaia di euro di danni Serrature inservibili con la colla chimica. I fabbri hanno dovuto sostituirle

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Vandalismo? Prodezze di ubriachi durante la notte di festa in un ponte che autorizza a restare a letto? Tutte le ipotesi sono aperte per cercare gli autori dei danni che hanno colpito ieri notte sei negozi di viale Storchi.

Gli esercenti si sono ritrovati di primo mattino con le saracinesche sigillate da un sigillante che ha impedito loro di aprire l’attività. I balordi hanno chiuso la fessura in cui s’infila la chiave nella pasticceria gestita da un tunisino, nel negozio di frutta e verdura gestito da un immigrato del Bangladesh, in un fornaio e in una libreria: questi ultimi sono gestiti da due modenesi. E poi hanno colpito altri due esercizi che, come gli altri, hanno immediatamente sporto denuncia a Questura e carabinieri.

A metà mattina anche una pattuglia della polizia municipale ha fatto un giro in viale Storchi per parlare con i negozianti ma senza raccogliere altro che le lamentele dei negozianti colpiti.

Per tutti la stessa tecnica: il sigillante è stato messo nelle serrature e dopo poche ore le chiavi erano inservibili.

Unica eccezione il pasticcere tunisino, quasi di fronte all’edicola, che si è ritrovato con una chiave spezzata nel nottolino della serranda. Apertura ritardata anche per lui.

Tutti hanno dovuto fare ricorso all’aiuto dei fabbri che con i flessibili hanno segato di netto le chiusure dei negozi.

Pagamento immediato ovviamente, più il costo della nuova serratura e per alcuni anche la riparazione della saracinesca. I costi? Da 700 a 1000 euro a testa, oltre ai ritardi per l’apertura e il tempo da spendere per le denunce o per la documentazione da inviare alle assicurazioni per adempiere alle richieste sottoscritte nelle polizze. Quasi nessuno però ha il paracadute di un indennizzo.

«Ho dovuto chiamare il fabbro di prima mattina e con le tariffe alla mano mi ha presentato un conto da 350 euro - lamenta Halim Rahaman Maksudur- A questo devo aggiungere il resto per sistemare la chiusura del negozio, mica posso lasciarlo aperto stasera. Chi è stato? E chi lo sa ... Il fatto che abbiamo colpito sei negozi nella stessa strada lascia da pensare. Io so solo che ha buttato gli incassi di un mese». Lui forse è il più penalizzato visto che i vandali, se così vogliamo chiamarli, hanno fatto a pezzi anche l’interruttore esterno che comanda il motore elettrico della saracinesca.

Già, con i mandarini a 99 centesimi non si diventa ricchi se si deve pagare anche l’affitto. Stessa amarezza anche da parte di Chabi Moez. Ieri mattina ha riaperto bottega solo quando è riuscito a far segare la chiusura bloccata da una chiave spezzata. «Chi può essere stato? - dice perplesso dietro una mantagna di squisiti makroud e falafel- Non lo so. Se non mi sbaglio è successo anche un’altra volta. Per parte nostra noi lavoriamo per portare a casa il pane. Non abbiamo inimicizie con nessuno». Colpiti anche altri esercizi: la libreria Scienza dei Magi, il forno che reca l’insegna con Stria e persino le serrande di un locale che funziona come sede di una casa editrice. «Già si guadagna pochissimo - commenta amareggiato un negoziante lì a fianco, Giuseppe Metrangolo - Poi ci sono zingari, venditori di fiori, accattoni. E ora i vandali. Che restiamo a fare?»

«Siamo solidali con gli esercenti colpiti - dice Confesercenti - Auspichiamo un confronto con il prefetto. Sicurezza e criminalità sono da combattere». «Episodi come questi - sottolinea in una nota il Comune - sono già avvenuti in altre due zone della città».

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