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Via 110 posti letto dai nostri ospedali Colpiti i day hospital

Via 110 posti letto dai nostri ospedali Colpiti i day hospital

Scatta la norma regionale: si passa da 2.556 a 2.446 posti I dirigenti Ausl ostentano sicurezza: «Niente conseguenze»

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Arriva il via libera della Conferenza Sociosanitaria di Modena al taglio di 110 posti letto negli ospedali del territorio provinciale.

In questo modo, mettendo insieme tutte le possibilità di ricovero e cura nelle strutture pubbliche e in quelle private, si scende da 2.556 a 2.446 posti complessivi.

Anche Modena, dunque, si rassegna alla norma che prevede un massimo di 3,7 posti letto per mille abitanti.

«La rimodulazione - come viene chiamata da una nota nel gergo burocratico dell’amministrazione sanitaria - in base all'applicazione regionale, riguarda solo i posti in day hospital».

Sono 53 negli ospedali dell’Ausl a Baggiovara, Carpi, Mirandola, Pavullo e Vignola; 47 al Policlinico di Modena; 10 all'ospedale di Sassuolo. Fra questi sono compresi anche i posti letto di day hospital oncologici convertiti in regime ambulatoriale, come deciso dalla Regione.

«Ci adeguiamo prendendo atto di un provvedimento nazionale che dobbiamo applicare - spiega in una nota il presidente della Conferenza Sociosanitaria e sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli - Abbiamo la consapevolezza che grazie alla riorganizzazione dei servizi e alla modalità di applicazione decisa dalla Regione, le ricadute negative sull'utenza saranno ammortizzate dalla qualità della rete sanitaria territoriale modenese».

Magra consolazione però per Muzzarelli che ora spinge per raggiungere obbiettivi organizzativi.

«Vogliamo accelerare - dice il primo cittadino - sugli investimenti e i percorsi avviati che dall'unificazione degli ospedali Policlinico e Baggiovara. Così si pongono la basi per una riqualificazione dell'intera rete provinciale».

Per fare il punto della situazione, il territorio modenese organizzerà un summit con la Regione in gennaio, «con l'obiettivo di rilanciare l’azione amministrativa» come sottolinea Muzzarelli.

Ma non è tutto perchè decisivo sarà il fattore-uomo. Come reagirà il mondo dei camici bianchi, medici e infermieri in primo luogo che in questi anni sono stati sovraccaricati di lavoro visto che non sono stati sostituiti i colleghi andati in pensione se non in minima parte?

«Le aziende sanitarie modenesi hanno già previsto la riorganizzazione, coinvolgendo professionisti, associazioni dei pazienti e sindacati - hanno assicurato i superdirigenti delle Ausl - Tutti i cambiamenti organizzativi avverranno secondo modalità che non avranno ripercussioni sulla qualità dei percorsi clinico-assistenziali e sui ticket sanitari».

Fin qui le promesse. Ma nel dettaglio? «Per l'oncologia ad esempio - spiegano i dirigenti - I progressi in campo medico e l'evoluzione scientifica, tecnologica e organizzativa hanno fatto passi in avanti. Tecniche chirurgiche mininvasive e la somministrazione di terapie farmacologiche, anche in ambito oncologico rendono efficace, sicuro e del tutto equivalente il trattamento dei pazienti in regime ambulatoriale al posto dei ricoveri».

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