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gli eroi del rifugio duca degli abruzzi

«Abbiamo arginato le fiamme usando vecchie coperte»

«Abbiamo arginato le fiamme usando vecchie coperte»

FANANO. «Stavo andando a letto, quando dalla finestra ho visto questa luce strana: sono uscito e ho capito subito che c’era un incendio in atto». Così Andrea Baggi, collaboratore nella gestione del...

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FANANO. «Stavo andando a letto, quando dalla finestra ho visto questa luce strana: sono uscito e ho capito subito che c’era un incendio in atto».

Così Andrea Baggi, collaboratore nella gestione del rifugio Duca degli Abruzzi sul lago Scaffaiolo, ripercorre la notte da incubo. Dal Corno alle Scale, dove ha una casa, ha scorto i bagliori anche Stefano Malavolti, maestro di snowboard e membro del Soccorso alpino, che ha pensato la stessa cosa e si è subito diretto al rifugio. Da qui, dopo aver chiamato il 115, sono partiti in tre (anche Luigi, un ospite appena arrivato) cercando di rallentare l’avanzata delle fiamme e impedire di fatto l’attecchimento sul fronte modenese: «Abbiamo preso delle vecchie coperte e abbiamo cercato di spegnere come potevamo – spiega Andrea - partendo dal bivacco Musiani e delimitando la zona avanzando poi a sinistra verso il Cupolino e Passo dei Tre Termini. Abbiamo girato da una parte all’altra fino alle 3.30».

Un intervento più che provvidenziale, perché la presenza di ghiaccio e neve aveva rallentato l’arrivo dei vigili del fuoco di Pistoia e di Bologna (si poteva salire solo a piedi), che poi hanno preso in mano la situazione.

«Paura che il fuoco arrivasse al rifugio? Beh, nel cuore della notte con tanta vegetazione secca intorno, la situazione era preoccupante: bastava un po’ di vento e poteva succedere di tutto. Per fortuna non ce n’era, e con le coperte abbiamo fatto qualcosa di buono».

Alla mattina è sopraggiunto il titolare del rifugio Mirco Mori (che gestisce assieme ad Antonio Tabanelli) che era sceso a Fanano e Lizzano per rifornimenti, ed è andato subito sul fronte di fuoco: «Veramente impressionante – sottolinea – c’era già stato un incendio tre anni fa qui, ma nulla di paragonabile a questo, anche per il danno naturalistico al versante toscano». Il rifugio per tutta la giornata ha dato supporto (anche telefonico, in un punto dove i cellulari sono in difficoltà) a vigili del fuoco, forestale e protezione civile, che hanno fatto tutto il lavoro di terra mentre dall’alto interveniva l’elicottero e, verso le 15, il Canadair. Alle 16.30 la fine di tutto, quando anche il fumo è cessato. (dm)

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