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Modena, all’ex Principe c’è il presepe in stile

di Gabriele Farina
Modena, all’ex Principe c’è il presepe in stile

Scenografia ispirata a un paese dell’Appennino anni ’50 La stella cometa sopra i monti dal Cimone al Libro Aperto Ammirabile durante tutto il periodo delle feste.

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MODENA. Riqualificazione della zona Tempio, atto sesto: si gira.

Il “ciak” sarà dato oggi a mezzogiorno presso l’ex Cinema Principe. Dentro c’è già una scena pronta a essere svelata: è il presepe.

La scena natalizia è stata allestita per il sesto anno di fila dalla Via Piave & Dintorni.

L’associazione si occupa del rilancio dell’area e ha fornito un supporto al lavoro degli artisti coinvolti. Giorgio Marinelli, il fratello Maurizio e Maurizio Morselli sono i “fedelissimi”, a cui si sono aggiunti Franco Bruni e William Bruni. C’è un lascito di Luciano Sala, maestro di Giorgio, grazie alla disponibilità della famiglia. I 30 metri della base rappresentano la Natività del Signore secondo la tradizione popolare.

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L’ambientazione ricorda l’Appennino modenese negli anni '50. Una scelta visibile dallo sfondo al primo piano. Sulla tavola davanti alla Sacra Famiglia si trovano tigelle e formaggi, pesce, frutta e verdura. In un altro piano sulla sinistra si trovano tortellini e lambrusco. Nella casa di fronte ecco bottigliette con vero aceto balsamico. Sul lato opposto una cantina con salumi.

Girando lo sguardo in avanti ci si rende conto che le statuette si riducono di dimensione e sono sempre meno definite.

La chiusura è data da tre monti: il Libro Aperto, il Cimone e la Pietra di Bismantova.

Sopra il rilievo centrale, dove non manca l’Osservatorio, ecco la stella cometa.

È realizzato con fibre ottiche e s’illumina come il firmamento. Resta l’alternanza tra giorno e notte. Le fasi sono quattro: alba, giorno caldo, pomeriggio freddo (con neve), notte. «Il paesaggio è completamente diverso - ha anticipato Giorgio Marinelli - e poi c’è il fumo che esce dal fuoco in primo piano e da alcune case. Non è tossico, ma è un vapore. Abbiamo rappresentato uno scenario rustico, che richiama la povertà del paesaggio in cui nacque Gesù Cristo».

Mentre parla si sente la passione di un bambino cresciuto in zona. «Mio padre era capotreno - spiega - Dal 1953 al 1971 ho abitato dentro l’ala a destra della stazione e da ragazzino giocavo con amici al Tempio. L’idea era di fare il presepe lì, ma non c’era la possibilità di custodirlo adeguatamente. Don Marco ci consigliò di farlo al Principe: è un’occasione di far vedere il presepe anche a persone che abitualmente non entrano in chiesa».

L’opera sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni, dalle 8.30 alle 23, fino a domenica 15 gennaio. A sinistra c’è anche un “libro degli ospiti” in cui è possibile scrivere sensazioni e suggerimenti.

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