Tabaccai a Modena, bersagli sempre nel mirino
Oltre ai soldi delle slot machines, sigarette e valori bollati diventano una refurtiva facilmente smerciabile e a prezzo pieno
MODENA. Tabaccai in trincea dopo una serie di furti e rapine culminate un paio di notti fa nella razzia a una rivendita di via Giardini. A essere presi di mira non sono soltanto gli esercizi che offrono articoli per fumatori ma anche bar e ristoranti con annessa licenza per tabacchi che nelle frazioni più sperdute sono i bersagli preferiti delle razzie notturne. Su 180 tabaccherie presenti a Modena e 418 in provincia sono pochi quelli che negli ultimi anni non hanno subito almeno un assalto. Quasi sempre andato a segno sino a quando le vittime non hanno cominciato ad alzare contromisure adeguate, come prima di loro hanno fatto le gioiellerie e come stanno facendo i benzinai, almeno nelle stazioni più grosse.
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«Il fatto è che qui ogni giorno c’è una rapina o un furto notturno, con danneggiamenti e vandalismi tra vetrina e locale - s’indigna Paolo Bigarelli, presidente della Fit (Federazione Italiana Tabaccai) - Quando andiamo a discutere con i responsabili dell’ordine pubblico ci sentiamo rispondere che a loro risultano in calo questi tipi di reato. Sarà. Ma a vedere le foto sui giornali e i commenti delle vittime dei furti proprio non sembra. Quanto alle difese va detto che se le serrande rinforzate sembravano un buon deterrente oggi non è più così: vengono tagliate come burro anche quelle. Più utili sono le telecamere a controllo remoto che funzionano e mantengono le immagini anche se vengono disattivate o distrutte. Ma sono comunque costi che si aggiungono agli altri».
Quanto pesano le assicurazioni nella gestione di una tabaccheria? Dai 2 - 3 mila euro in su, a seconda di quanto si vuole assicurare nel locale. Certo, si tratta di spese di gestione che possono essere detratte completamente dalle tasse ma così non è, ad esempio, per gli impianti di videosorveglianza. «Gli impianti di difesa passiva? - gli fa eco il collega Marco Moruzzi, pure lui nella Fit - Sono utili, non lo nego. Ma ormai i ladri agiscono da impuniti e se ne infischiano delle telecamere. Quello che abbiamo può essere rivenduto con facilità». La ragione di tanta perseveranza che trasforma i venditori di sigarette in bersagli privilegiati? Presto detto. Da una parte la certezza del bottino, visto che molti (quasi tutti dice qualcuno) degli esercizi presi di mira ha slot machines nei locali. E, spesso, anche le macchinette per cambiare le banconote in monete. Il risultato? Un bottino in contanti, liquido, anonimo e subito spendibile. Di più: la refurtiva di chi vende tabacchi e affini è composta da merci facilmente rivendibili a prezzo pieno, molto richieste sul mercato nero di chi piazza quel genere di merce. Non solo sigarette ma anche marche da bollo e francobolli, tagliandi del Gratta e Vinci. Quanto agli incassi, cresciuti negli anni con le spedizioni di valuta all’estero, il pagamento dei voucher e dei giochi, le ricariche telefoniche e via elencando, i tabaccai prendono le loro precauzioni. C’è chi chiede ora di potenziare i fondi della Camera di Commercio per finanziare le videoriprese di ultima generazione, giusto per alzare difese elettroniche contro sbandati e simili. Ma ormai tutti gli esercenti del ramo mettono in conto di essere diventati dei bersagli, soprattutto se in periferia o in zone isolate, esattamente come i farmacisti. «Nelle prossime settimane torneremo a bussare al prefetto con i dati alla mano - conclude Bigarelli - Vorremmo capire se è possibile migliorare la risposta per tutelare le vittime, anche giudiziariamente».
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