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Fisco facile, gli omaggi di Natale e il fisco

Fisco facile, gli omaggi di Natale e il fisco

L’importanza del valore unitario per la deducibilità e gli scaglioni per le spese di rappresentanza

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MODENA. Come ogni anno si avvicinano il Natale, le festività e i regali per clienti, fornitori, dipendenti e le cene di beneficenza non mancano. Prima di tutto trattiamo le spese di rappresentanza che da alcuni anni hanno subito un incremento al limite di deducibilità. Ai soli fini del costo, le spese per omaggi e strenne natalizie ai clienti sono deducibili fino a cinquanta euro di valore unitario, mentre per l’Iva è rimasto invariato il limite fino a 25,82 euro. Qualora quindi si intenda regalare o fare un omaggio di valore unitario inferiore ai cinquanta euro il costo sarà deducibile al 100% mentre l’Iva della parte superiore a 25,82 sarà indetraibile ancora al 100%.

Ricordiamo che nel valore unitario spesso si fa confusione in quanto 1.000 pezzi di formaggio Parmigiano e mille salami non saranno deducibili perché di valore unitario sicuramente inferiore ma si dovrà verificare il valore dell’omaggio nel suo complesso, cioè il valore dell'eventuale pacco natalizio confezionato nell'insieme e non il valore dei singoli beni. Lo stesso discorso non vale nel caso delle prestazioni di servizio svolte gratuitamente e anche nel caso di tessere o biglietti che danno diritto a usufruire di una prestazione e come tali intendiamo i biglietti del teatro o del cinema: quindi se state pensando di regalare un abbonamento o qualcos’altro, sappiate che queste non sono trattate come spese di rappresentanza di valore gratuito. Nonostante il valore unitario inferiore e poco rilevante è necessario ai fini dell’accertamento mantenere la documentazione che comprovi l’effettività dell’acquisto e la destinazione dello stesso a clienti o potenziali tali. Ricordiamo di verificare il rispetto di alcuni requisiti tra cui la certezza del costo e l’inerenza dello stesso all’attività produttiva e la gratuità. Per quello che concerne l’inerenza è necessario che siano dirette a clienti o potenziali tali. Ma le spese di rappresentanza non sono deducibili in maniera illimitata: vanno correlate a scaglioni di fatturato. Gli scaglioni di deducibilità previsti per le spese di rappresentanza sono i seguenti: 1,3% dei ricavi e altri proventi, fino a 10 milioni di euro; 0,5% dei ricavi e altri proventi, per la parte compresa tra 10 e 50 milioni di euro; 0,1% dei ricavi e altri proventi, per la parte eccedente 50 milioni di euro. Da un rapido calcolo le imprese del primo scaglione potranno sostenere spese di rappresentanza per un importo non superiore a 130mila euro, quelle che superano la scaglione possono arrivare fino a 330.000 euro e quelli che superano anche il secondo possono spingersi fino al sostenimento di spese di rappresentanza pari a 350.000 euro.

Vediamo come vengono trattati gli omaggi ai dipendenti. Il trattamento è diverso per gli omaggi o liberalità ai dipendenti che non saranno classificati come spese di rappresentanza ma come oneri di utilità sciale, sempre che non abbiano una delle seguenti finalità: istruzione, educazione, ricreazione, assistenza sociale, sanitaria o culto. Purtroppo c’è da dire che il Fisco anche sotto Natale considera le liberalità date a favore del dipendente come un costo da tassare in busta paga qualsiasi valore abbiano, in quanto comunque considerati redditi da lavoro dipendente.

Giorgio Guandalini

dottore commercialista

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