Il ruolo della parrocchia di S.Agostino
Una comunità, quella della chiesa di Sant’Agostino e San Barnaba, molto attiva, sia nel quartiere del centro storico che in tutta la città grazie alla squadra di don Graziano Gavioli, attenta e...
Una comunità, quella della chiesa di Sant’Agostino e San Barnaba, molto attiva, sia nel quartiere del centro storico che in tutta la città grazie alla squadra di don Graziano Gavioli, attenta e misericordiosa. Le collaborazioni e gli eventi organizzati sono tanti, sia in aiuto ai bisognosi ma anche alle famiglie e ai giovani. «In centro storico - afferma Don Graziano - ci sono sempre più persone che soffrono la solitudine e famiglie che vivono situazioni di fragilità e indigenza. Negli ultimi anni la nostra parrocchia ha cercato di accogliere chiunque bussava al portone cercando di condividere ciò che poteva». Una comunità che ultimamente si è anche allargata, diventando una realtà eterogenea, come spiega ancora Don Graziano: «Oltre alla comunità italiana la parrocchia comprende le comunità cattoliche di origine filippina ed africana di lingua francese». Ma come aiutano ogni giorno i bisognosi del quartiere e città? «Prima di tutto ci sono i momenti di preghiera e i sacramenti, un ritrovo per i nonni del quartiere, collaboriamo con il vicino pensionato per anziani, abbiamo la scuola di italiano per migranti e richiedenti asilo, il doposcuola per i bambini del centro, centro di ascolto della Caritas parrocchiale, distribuzione del pane, guardaroba di abiti usati, le suore visitano i malati nelle case e ogni giorno la nostra tavola della canonica ospita circa diciotto persone a pranzo. Un impegno, quello della comunità costante e sempre con tante iniziative, soprattutto verso il periodo natalizio tra cui il Christmas Party dei filippini aperto a tutti, i concerti nella chiesa di San Barnaba ma credo che le iniziative più belle siano quelle ordinarie che continueranno anche sotto le feste, sia il giorno di Natale che il primo dell’anno, giornate in cui chi verrà al nostro portone potrà pranzare in famiglia: trovare un indumento caldo e asciutto e pregare insieme alla comunità».
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