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Bene lavoro e futuro ma sicurezza e clima ci spingono in basso

Bene lavoro e futuro ma sicurezza e clima ci spingono in basso

Dati positivi su occupazione, per i giovani, e innovazione ma scippi, borseggi, furti e rapine dilagano ancora

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Modena non cambia. E forse, di questi tempi, è già un mezzo successo. È il bicchiere mezzo pieno della nuova classifica Qualità della Vita pubblicata ogni anno dal Sole 24 Ore. Modena lo scorso anno 14esima, quest’anno 15esima, con balzi in avanti per quanto riguarda il lavoro, le possibilità per i giovani e l’innovazione. Ma guai accontentarsi, soprattutto se si guarda ciò che davvero non va in città, di questi tempi peggio anche del solito: la sicurezza.

L’analisi. Giunta alla 27esima edizione, ogni anno l’indagine mette a confronto la vivibilità nelle province italiane su una serie di indicatori articolati in sei settori d'indagine: affari, lavoro e innovazione; reddito, risparmi e consumi; ambiente, servizi e welfare; demografia, famiglia, integrazione; giustizia, sicurezza, reati; cultura, tempo libero e partecipazione.

Il quadro. Bene il reddito, altrettanto i servizi, ancora meglio le opportunità per le nuove generazioni, Modena comincia a perdere colpi alla voce famiglia e integrazione, continua a cadere un poò tra culgtura e tempo libero, sprofonda su sicurezza e reati, dove la sequenza è a dir poco emblematica: per scippi e borseggi siamo tra i 15 capoluoghi peggiori d’Italia, poco meglio (e non è consolatorio) su furti in casa, rapine e truffe. C’è veramente poco da stare allegri: se a questo ci aggiungiamo anche i furti d’auto e la lunghezza dei contenziosi in tribunale, il quadro peggiora ulteriormente.

In regione. In ambito regionale con quattro posizioni guadagnate rispetto al 2015, Bologna si classifica ottava quest’anno nella classifica della qualità della vita nelle province pubblicata dal Sole 24 Ore. In particolare, l'area del capoluogo emiliano spicca per quanto riguarda i temi del lavoro, dell’innovazione e dell’ambiente, ma soprattutto per gli asili nido, conquistando in questo senso il primo posto in italia dopo Modena e Ravenna (quinta Ferrara). Bologna risulta l'unica provincia emiliano-romagnola nella top ten 2016, guidata da Aosta con Milano e Trento a seguire sul podio; per l’Emilia-Romagna, che in generale perde posizioni rispetto all'anno scorso, seguono più in là Ravenna al 12esimo posto (meno due posizioni rispetto al 2015), Modena (seconda in italia per affari e lavoro, temi sui quali Bologna risulta terza) al 15esimo (meno una), Parma al 22esimo (meno nove), Forlì-Cesena al 25esimo (stabile), Reggio Emilia al 27esimo (meno una), Rimini al 33esimo posto (meno 10, ma prima in Italia per spettacoli seguita da Ravenna). chiudono Piacenza (48esima, meno 11 posizioni) e Ferrara, ultima per l’Emilia-Romagna anche se in recupero di cinque posti.

In Italia. È Aosta la provincia italiana dove si vive meglio. Al secondo ed al terzo posto si confermano Milano e Trento, balzo in avanti per Belluno che dalla 17esima posizione del 2015 sale in quarta posizione. All'ultimo posto invece una realtà del Mezzogiorno, Vibo Valentia. La provincia della Capitale recupera così 3 posizioni rispetto al piazzamento dello scorso anno. Maggiore attenzione nell'indagine di quest'anno «alle esigenze e ai problemi più attuali della collettività: il valore della casa, il lavoro per i giovani, la capacità di innovazione, l'integrazione degli stranieri, l'offerta di welfare, la partecipazione civile» spiega il giornale economico-finanziario. Restano comunque il divario tra Nord e Sud, quello tra le province di maggiori dimensioni frenate dai nodi sicurezza e ambiente nel loro slancio in avanti, e spiccano le realtà medie o piccole, spesso beneficiate dall’autonomia, in evidenza come modelli di vivibilità. Aosta per la terza volta in 27 anni di indagine (le precedenti nel 1993 e nel 2008) si qualifica come la «migliore», forte soprattutto delle performance nei capitoli relativi all'economia, alla demografia e all'ordine pubblico. Tris, negativo, anche per Vibo Valentia (ultima già nel 1997 e nel 2005). Al penultimo posto per Reggio Calabria (ultima nell'edizione del 2015). Il gruppo delle province di maggiori dimensioni come nella scorsa edizione è guidato da Milano, che ancora una volta sfiora il primato grazie alle ottime performance nei settori economici, occupazionali, dei servizi e del tempo libero, ma è appesantita dai dati sui reati, seppure in calo. Roma sale ma deve dire grazie all'Anno Santo.

Davide Berti

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