Gli agenti: «Così è impossibile lavorare»
Siulp: «Colleghi trasferiti e non sostituiti, burocrazia, sede inadeguata e blocco strordinari, una pacchia per i delinquenti»
MIRANDOLA. Agenti avanti con gli anni, sottonumero, ignorati persino da Modena. Ovvio che la criminalità abbia gioco ancor più facile. È un quadro devastante quello che emerge da una nota del Siulp, il principale e più radicato sindacato di polizia, sulla situazione di Mirandola e su quella della criminalità che - al netto della scusa delle “percezioni” - sta dilagando.
«La cronaca quotidiana riporta sempre più spesso episodi che raccontano furti, rapine e truffe più un'altra serie di reati che spaziano dallo spaccio di droga al danneggiamento eccetera ma, mentre i vertici istituzionali ci dicono che le statistiche parlano di reati in calo, dall'altra i cittadini chiedono sempre più a gran voce una maggiore presenza di Forze di Polizia a fungere da deterrente contro l'attività delinquenziale- esordisce una nota della segreteria provinciale.
«A proposito di reati in calo, citiamo la recente inchiesta di Confcommercio, secondo la quale i reati sarebbero in calo perché molte persone, semplicemente, non denunciano più il reato subìto».
Per i sindacati della polizia «Mirandola, in tale contesto, rappresenta l'apice di un problema endemico e generalizzato, che riguarda l'intera provincia di Modena, poiché l'esiguo numero di operatori in servizio, corrispondente a un totale di 28 causa il recentissimo pensionamento di un sovrintendente, consente a malapena di effettuare due volanti al giorno, cioè ogni pattuglia copre 6 ore, per un totale di 12 ore al giorno, con le evidenti ricadute del caso. Tale organico, inoltre, non consente di svolgere adeguate indagini di polizia giudiziaria su tutto il territorio, nonostante i numerosi arrestati e denunciati».
«Malgrado tali risicatissimi numeri, viene garantito il servizio telefonico 112 - Numero Unico Emergenza - 24 ore su 24, mentre le attività amministrative (passaporti, porti d'arma, licenze di pubblica sicurezza e immigrazione) hanno numeri di assoluto rispetto, che vedono il rilascio e il rinnovo ogni anno di oltre 3000 passaporti, 5000 permessi di soggiorno, quasi 500 tra porto d'armi e licenze varie».
I Commissariati di Carpi e di Sassuolo, che possono contare su organici di 41 e 42 operatori, «riescono quindi a garantire servizi migliori e più continuativi ma - sia ben chiaro - sono parimenti in difficoltà causa una territorio più vasto ed un numero di abitanti maggiore. Anche l'età media degli operatori in servizio, corrispondente a 47 anni, non aiuta molto l'efficienza dei servizi di polizia».
Il Questore di Modena ci ha riferito di aver fatto almeno due richieste specifiche di incremento del personale, ma a tutt'oggi vi è stata solo la sostituzione di 2 operatori trasferiti a domanda ad altra sede, probabilmente perché, nell'ottica ministeriale, seppur non chiaramente scritto, il non avere una sede certa, definitiva e corrispondente alle necessità operative di un ufficio di polizia, può facilmente complicare l'assegnazione di agenti di nuova nomina. Oltre a questo, ci sembra doveroso aggiungere che una sede non molto sicura dal punto vista passivo e poco operativa, vista la grave mancanza delle celle di sicurezza, non incentiva il Dipartimento della P.S. ad investire in termini di risorse umane.
Va ricordata anche la scarsissima riservatezza di cui dispongono i cittadini sia quando si recano presso il Commissariato.
Aggiungiamo, infine, l'insufficiente monte ore straordinari, pari a nr. 270 al mese che non consente servizi aggiuntivi se non misura minima, peraltro resi assai complicati anche dai continui ed esasperanti richiami dell'attuale Questore alla parsimonia ed al rigore, che ottengono l'unico effetto di disincentivare gli operatori. L'indifferenza del Dipartimento della P.S. verso questo territorio, operoso, non è giustificata né giustificabile», conclude il Siulp.
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