Luca Marchini e Il gusto del confronto
Creatività, manualità e perseveranza, certo sono ingredienti essenziali per chi opera nel mondo culinario, ma il motore di una crescita professionale e artistica è anzitutto il...
di LUCA MARCHINI
Creatività, manualità e perseveranza, certo sono ingredienti essenziali per chi opera nel mondo culinario, ma il motore di una crescita professionale e artistica è anzitutto il confronto. La cucina è un continuo e necessario scambio. Tutta la cultura che struttura, sostiene e alimenta il mondo gastronomico è anzitutto il frutto di importanti collaborazioni che certamente contribuiscono a soddisfare il mercato mediatico, ma che in primis servono allo sviluppo artistico personale e collettivo di chi opera nel campo della ristorazione.
Anche per gli appassionati alla ricerca di nuove emozioni, una formula “cena a 4 (o più) mani”, ad esempio, potrebbe essere un’interessante occasione per assistere in diretta alla fusione di stili culinari diversi che propongono una nuova chiave di lettura combinata, dando vita a piatti irripetibili. Non una moda dunque, ma un’opportunità per gli chef e per i commensali: è uscendo dalla propria area di comfort, quella delle cose che sappiamo già padroneggiare, che si superano i propri limiti. Retorica? No, direi più che altro un’esortazione a valutare altri punti di vista e altri “modus operandi”, fonte di ricchezza intellettuale e manuale.
Dal punto di vista professionale, la soddisfazione personale è un ottimo motore per attivare tutte le energie necessarie a rigenerare il proprio lavoro, ma tutti noi, chef e ristoratori, sappiamo che rimanere concentrati solo su se stessi non produce buoni frutti: cercare la contaminazione di approcci diversi, pur rispettando la propria personalità, penso sia la strada giusta verso il miglioramento. La cucina di nicchia, in fondo, è quanto di più aperto possa esserci. Parliamo di un’innata elasticità volta alla sperimentazione e alla continua evoluzione nello stile artistico, nell’utilizzo di nuove tecniche e nei nuovi messaggi di cui il proprio operato racconta di anno in anno.
Gli appuntamenti culinari, frutto di collaborazioni di vari professionisti, ben si prestano anche all’utilità sociale. Le declinazioni del mondo culinario infatti sono molte, non solo promuove cultura e stimola condivisione, ma si offre inoltre a servizio della comunità. Grazie alla sensibilità della popolazione e all’impegno di enti organizzativi, gli eventi food riescono a raccogliere fondi ed attenzione per utili cause sociali e di beneficenza grazie alla “cassa di risonanza” mediatica che in genere creano. Certamente alla base di ogni attività di ristorazione c’è una realtà aziendale da mantenere stabile, ma questo non impedisce di potersi impegnare in campagne di solidarietà e questo è uno dei privilegi del nostro mestiere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

