Modenesi al volante, che ridere
“Cogito Ergo Suv”: originale libro di Carlo Mantovani su vizi e difetti alla guida
I modenesi sono i più “indisciplinatamente multitasking” alla guida? Da lunedì prossimo il fatto sarà raccontato in modo semiserio da Carlo Mantovani. Il “giorn-artista” carpigiano ha raccolto trent’anni di esperienza nel libro “Cogito ergo Suv”. Un titolo che riprende la celebre massima “cogito ergo sum” (penso, dunque sono) edito da I Robin&Sons con una variazione nell’ultima parola. «Il Suv è il simbolo della strafottenza stradale - ha esordito Mantovani - che chi può si compra per dare un’immagine di forza. Sono utilizzati dalla criminalità per fare spaccate, ma sono anche parcheggiati sulle aiuole o a cavallo tra gli argini. A Pavullo un Suv era rimasto su un ultimo lembo di neve». Nel testo c’è una vignetta che rappresenta la presunta superiorità in modo caricaturale. L’ha disegnata lo stesso autore, come le altre presenti nell’opera. «Ogni capitolo termina con dieci battute a tema - ha precisato lo scrittore - disposte dall’ultima alla prima nello stile di David Letterman». Un capitolo è dedicato agli «artisti del multitasking». Dati alla mano, sono più concentrati (o pericolosi) nella nostra provincia piuttosto che altrove.
L’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale ha fornito un dato chiaro: il 21,9% dei sinistri per distrazione in Emilia Romagna si concentra a Modena e dintorni. Nell’ultima rilevazione sono stati 946, vale a dire il 32,6% di tutti gli incidenti da Medolla a Pievepelago. «La direzione è l’auto senza autista - ha pronosticato Mantovani - in cui lanciare improperi e chattare. In un altro capitolo scrivo di auto intelligenti e automobilisti un po’di meno. Un futuro forse più probabile è il conducente senz’auto». Per l’autore andrebbe segnalata nella carta d’identità una condizione particolare: automobilista. «Quando uno è automobilista lancia improperi al pedone - ha ribadito l’intervistato - e viceversa. La costante è lanciare improperi». Emergono così caratteristiche universali. «C’è la distanza d’insicurezza - ha spiegato Mantovani - perché nella legge della strada (più forte del codice) se non sei abbastanza vicino a un’altra auto non hai coraggio. Non importa se si assorbono fumi di scarico, se la visibilità è limitata ed è pericoloso. Il clacson è passato da un avviso a uno strumento sanzionatorio. Se segnali un pericolo a una persona ti manda a quel paese. Il tempo da reazione è diventato il tempo per arrabbiarti con qualcuno. Ho inventato una formula matematica: le rilevazioni sono in genere sotto al secondo». Non mancano le osservazioni sul rapporto con i ciclisti, i motociclisti e i camionisti. Il libro è edito da I Robin&Sons Edizioni. È disponibile anche online e prenotabile nelle librerie.
Gabriele Farina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
