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Palazzina crollata: 4 gli imputati

Palazzina crollata: 4 gli imputati

Il caso dell’edificio al Policlinico oggi davanti al gip: ecco chi rischia il processo

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La palazzina Ausl crollata all’interno dell’area del Policlinico nell’aprile 2013 oggi sarà al centro dell’udienza preliminare in Tribunale che vede imputati quattro presunti responsabili dei sette indagati iniziali. Si tratta del costruttore mirandolese titolare della ditta edile che svolgeva i lavori di ristrutturazioni commissionati dalla Ausl nello stabile dove fino al 2010 si trovava il reparto di Diagnosi e Cura, il capocantiere della ditta, l’architetto dell’Ausl incaricato di dirigere i lavori e l’ingegnere che aveva l’incarico operativo. I quattro imputati - i primi due difesi dall’avvocato Andrea Mattioli - sono accusati tutti di crollo colposo. Il giudice all’udienza dovrà considerare per sommi capi le posizioni in questo groviglio di responsabilità per un crollo che solo per caso non ha fatto vittime: al momento del ripiegamento del tetto e della struttura su se stessa, si trovavano all’interno tre donne addette alle pulizie che si sono salvate forse solo perché si trovavano nei sotterranei, più protetti dall’urto; inoltre, le macerie si sono sbriciolate in modo tale da formare un buco accanto alle altre strutture, gestire dall’azienda del Policlinico.

Cosa abbia causato un crollo così fragoroso di un edificio che era in ristrutturazione è stato infatti la domanda che ha impegnato per tutto questo tempo la Procura. Gli accertamenti preliminari avevano rilevato «uno schiacciamento della sommità dei pilastri che reggevano il tetto con fuoriuscita dei ferri dell’armatura, verificatosi nel togliere la copertura longitudinale». Secondo i primi accertamenti, il crollo era riconducibile «ai nodi del pilastro al piano terra». L’ex procuratore capo Vito Zincani ha infatti voluto scavare nel groviglio delle responsabilità ponendo il quesito al consulente tecnico ingegner Tomaso Trombetti, esperto di statica.

Carlo Gregori

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