Profumi e cellulari, il “pacco” di Modena
Presi due campani che vendevano “patacche” griffate nelle aree di sosta in A1
MODENA. Acqua di Ciò, Bulcari, Dance&Gabbana, Chamele n.5, Cuggi... Sono alcuni dei fantasiosi nomi coniati dal sodalizio napoletano che gestisce queste finte griffe di profumi che vengono vendute agli sprovveduti in autostrada. In alternativa, ci sono telefoni questi sì contraffatti: Samsung e iPhone alla moda che in realtà contengono funzioni elementari, la telefonata e poco più, e che vengono venduti dagli stessi truffatori e prezzi stracciati.
Pezzi sequestrati. Sono i pezzi sequestrati dalla polizia stradale Modena Nord nel corso del secondo importante intervento compiuto venerdì mattina nel tratto dell’area Secchia.
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Gli agenti, ha spiegato il comandante della sezione autostradale Giancarlo Alberti, hanno fermato un’auto sospetta nei pressi dello svincolo dell’area di sosta e poi l’hanno diretta all’interno. Nei parcheggi, hanno controllato e scoperto che i due giovani campani sull’auto trasportavano cellulari contraffatti e profumi “farlocchi”. Per i primi, si trattava di modelli all’apparenza uguali a quelli più costosi e alla moda delle due case produttrici che venivano piazzati a prezzo stracciato dopo aver mostrato gli originali al cliente “agganciato” durante la sosta del viaggio.
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I profumi. Per i profumi, il reato è più sottile: non si tratta di contraffazione come per i cellulari un reato grave, bensì il reato è la truffa, che commette chi li vende. Di solito, allo sprovveduto viene mostrata una serie di profumi veri e all’ultimo istante, quando l’affare è fatto e il cliente paga, si sostituisce quello vero con la confezione dal nome farlocco, apparentemente identica. Ma in realtà è un “Made in China”...
I due campani, un 30enne e un 28enne, residenti a Viareggio, sono stai denunciati.
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