Scuole, torna il caos dei comprensivi
Genitori già sul piede di guerra in vista delle iscrizioni alle medie: da istituti superaffollati a nuovi criteri discutibili
Ricordate gli istituti comprensivi? Ricordate i tre mesi di puro caos che misero in subbuglio il Comune per una riforma necessaria sì, ma iniziata col piede sbagliato? Bene, ci risiamo. Il tempo delle iscrizioni alle scuole medie inizierà tra qualche settimana, ma i genitori sono già sul piede di guerra. Questa volta non per lo smembramento di una scuola, come fu per le Lanfranco che fecero nascere le Mattarella - oggi una realtà certamente all’avanguardia - ma per la conseguenza di una logica numeri che, oggi come allora, venne messa in discussione dai genitori dei consigli di istituto: questi nuovi comprensivi, così come sono stati decisi e disegnati dal Comune, porteranno a scuole affollate a tal punto che anche chi ci abita di fronte rischia di non poterle frequentare. Il caso emblematico sarà, ancora una volta, alle Lanfranco e alle Mattarella per chi sta frequentando la classe quinta delle elementari Buon Pastore.
Così chi abita al quartiere Le Torri, nella disputa tra le medie Carducci e Mattarella.
Il provvedimento è stato approvato dai dirigenti dopo i passaggi necessari tra Comune e ex Provveditorato, ed ora, per pura formalità, arriverà ai consigli di istituto, senza nemmeno dare il tempo ai genitori di informarsi, trovandosi così a dare un parere non vincolante ai riflessi di una riforma che ancora oggi ha parecchie incongruenze.
I primi problemi si stanno affrontando a livello di autonomie scolastiche. È il caso sempre delle Mattarella, dove è già chiaro dai conteggi che la verità starà in poco posto: o si aggiunge la quarta prima (oggi ci sono tre sezioni), oppure si rischia che a rimanere fuori siano anche quelli previsti dallo stradario.
Il Comune ha sempre detto che i comprensivi avrebbero superato la logica dello stradario, che non sarebbe stato più necessario: ma se il numero delle domande per semplice travaso di alunni dalle scuole elementari di riferimento verso la stessa scuola media dovesse essere superiore ai posti disponibili, come si procederà?
Siamo proprio sicuri che la logica dello stradario sarà superata? Oppure il Comune tornerà nuovamente sui suoi passi? In realtà lo sta già facendo, forzando i numeri agendo nuovamente sullo stradario. Creando appunto quei paradossi di cui si è già detto. Ma la strada per creare una sezione di prima media in più, come nel caso delle Mattarella, non sarà così semplice: eppure i numeri delle quattro sezioni delle Rodari e dell’unica quinta di Portile, dicono che si sta andando in questa direzione.
Scriveva il Comune a febbraio: «Il Protocollo è finalizzato al raggiungimento dell’organizzazione ottimale delle istituzioni scolastiche a partire dall’anno scolastico 2016/17, in termini di classi assegnate e numero di alunni per classe, in rapporto al numero di aventi diritto e alle effettive iscrizioni, tenuto conto dei criteri stabiliti dallo stradario scolastico, delle particolarità del territorio, delle eventuali specifiche necessità delle famiglie, dei criteri stabiliti dal Miur per l’assegnazione degli organici».
Per non parlare della costante dimenticanza, l’anno scorso come quest’anno, delle scuole elementari paritarie, che nei conteggi non vengono minimamente tenute in considerazione. Questi ragazzi con che logica saranno assegnati? Potranno scegliere come è nei loro diritti, o andranno dove c’è posto? Per loro continuerà a valere lo stradario? Ma in che modo visto che si andrà - come già dissero i genitori e gli insegnanti che un anno fa guidarono la protesta con tanto di tabelle, numeri e grafici portati all’attenzione del consiglio comunale - verso scuole più affollate con classi che arriveranno anche a ridosso dei 30 alunni e altre che rischieranno di non arrivare a 20?
La situazione attuale è quella disegnata nel gennaio scorso. Da tre istituti comprensivi si passò a dieci, con l’aggiunta di una nuova scuola media, le Mattarella, nata dalla perdita di tre sezioni della scuola Lanfranco, che da nove corsi è passata a sei.
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