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LA NUOVA MISURA

Bonaccini: «Una scelta giusta» Gualmini: «Aiuto concreto»

Bonaccini: «Una scelta giusta» Gualmini: «Aiuto concreto»

«Non dimenticare nessuno, guardare a chi ha più bisogno anche solo per aiutarlo a uscire da un periodo di difficoltà: credo che la nostra comunità regionale abbia un’ulteriore, importante ragione per...

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«Non dimenticare nessuno, guardare a chi ha più bisogno anche solo per aiutarlo a uscire da un periodo di difficoltà: credo che la nostra comunità regionale abbia un’ulteriore, importante ragione per sentirsi orgogliosa e coesa - afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - Con l’istituzione del Reddito di solidarietà centriamo uno dei principali obiettivi e diamo seguito a un altro degli impegni prioritari che avevamo preso, per rimettere in circolo quella giustizia sociale e redistributiva che gli anni della recessione hanno fortemente indebolito, anche in Emilia-Romagna. Stiamo cercando di coniugare sviluppo ed equità, creando occupazione e crescita, come dimostrano gli ultimi dati economici che ci pongono ai vertici nazionali, ma allo stesso tempo investiamo fortemente nella sanità, rinnovando spazi e strutture, strumenti di diagnosi e cura e assumendo oltre 2.500 professionisti e operatori, e nel welfare, e penso ai 30 milioni di euro sbloccati pochi giorni fa per garantire la continuità dei servizi sociali nei territori, aiutare gli inquilini morosi e favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche. Una razionalizzazione della spesa che ci ha permesso anche di stanziare i 35 milioni di euro per il Reddito di solidarietà, portando a 72 milioni le risorse complessive disponibili». Gli fa eco Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione e assessore al welfare: «È una legge di equità sociale sostenuta fortemente da questa Giunta, che guarda alla dignità delle persone e al loro reinserimento sociale e lavorativo. Una misura a cui ho personalmente lavorato appena entrata in Giunta, affidando subito uno studio serio e approfondito sulle condizioni di disagio diffuse nella nostra regione. Rivendico con forza l'impegno che la Giunta e il Consiglio regionale hanno messo nel capire prima e nel rispondere poi ai bisogni di chi sta peggio. Qui non parliamo di povertà relativa o di fragilità in senso lato, qui parliamo di deprivazione e di povertà estrema, una condizione che non dovrebbe esistere nella nostra regione. Con la destinazione di 35 milioni, così come promesso, nel bilancio regionale - sottolinea Gualmini - riusciamo a fare quello che altre Regioni non riescono a fare e cioè ad estendere le politiche attive contro la povertà anche agli anziani soli e ai nuclei familiari senza figli che altrimenti sarebbero stati esclusi. Si tratta di una vera e propria rivoluzione. Una politica pubblica completamente nuova, anche in Emilia-Romagna, lontana da una logica assistenziale e di mero risarcimento, bensì basata su politiche di reinserimento attivo nel mercato del lavoro o nel mondo della formazione e dell'impegno sociale».

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