Gazzetta di Modena

Modena

I costruttori: «Troppe imprese da fuori»

I costruttori: «Troppe imprese da fuori»

«Le aziende modenesi penalizzate dai ritardi post sisma e dalle scelte del settore pubblico con il Codice degli Appalti»

3 MINUTI DI LETTURA





Dati e considerazioni con poche luci e tante ombre sono emersi ieri dall’assemblea annuale dei costruttori edili aderenti ad Ance Modena, riuniti in via Bellinzona.

A Modena, per effetto della ricostruzione post sisma, i dati sono migliori di quelli nazionali. Secondo i numeri della Cassa Edili elaborati da Ance Modena, nell'ultimo anno si è registrato un incremento dell'attività di circa l'8%. Sono aumentate anche le imprese attive (+5,4%) e i lavoratori (+5,6%).

«Purtroppo non sono solo le imprese edili modenesi a beneficiare di questo incremento - ha detto il presidente di Ance Modena, Giovanni Neri - Oltre il 30% della ricostruzione è realizzato da aziende provenienti da altre province e da altre regioni. D'altra parte i gravi ritardi nei pagamenti dei lavori post sisma impongono alle imprese edili affidatarie che intendono mantenere corretti rapporti con i subfornitori, il "finanziamento" della ricostruzione. E oggi sono sempre meno le imprese in grado di farlo».

Su scala nazionale il numero degli occupati è ancora in flessione e i bandi di gara per i lavori pubblici nei primi 8 mesi del 2016 evidenziano una dinamica negativa. Di contro, il mercato immobiliare è in ripresa: si tratta però, quasi esclusivamente, di una domanda rivolta verso immobili di vecchia costruzione. Basti pensare che i permessi per costruire, nel 2015, sono stati inferiori a quelli registrati nel 1936. L'unico dato positivo che si registra, dunque, è dovuto alle attività di manutenzione straordinaria eseguite sugli edifici esistenti.

Tornando alla realtà modenese, l'entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, e le scelte operate dagli enti pubblici modenesi tra le tipologie di gara, stanno creando enormi difficoltà alle imprese del territorio. Infatti, il metodo di selezione delle imprese più utilizzato è il sorteggio. Questo metodo, applicato alle centinaia di imprese che solitamente manifestano interesse ai bandi, esclude di fatto dall'aggiudicazione dei lavori le aziende della provincia che prima erano chiamate direttamente a partecipare alla gara.

«Ance Modena - ha promesso il presidente Neri - si attiverà per proporre agli enti pubblici l'utilizzo di criteri di selezione non affidati al caso o alla fortuna, ma su capacità, tecnologie, mezzi posseduti e, perché no, anche per appartenenza al territorio».

C’è anche attesa per la prossima legge urbanistica regionale. Il provvedimento della Regione modificherà radicalmente le modalità di programmazione dell'uso del territorio e le procedure per l'approvazione dei nuovi interventi di edificazione. «La rilevanza per le imprese edili dei temi trattati dal provvedimento impone la dovuta gradualità dei tempi di attuazione - ha detto ancora Neri - Questo sarà determinante affinché le imprese che hanno effettuato importanti acquisizioni nelle aree potenzialmente edificabili previste dai piani d sviluppo comunali non vedano vanificati gli investimenti».

Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme (il centro di ricerche per chi opera nell'edilizia) e tra i massimi esperti del settore delle costruzioni, è stato ospite dell'assemblea Ance. Nell'occasione ha dato un quadro di prospettiva del settore: «Le costruzioni - ha detto - hanno avviato una nuova fase: il motore principale è l'attività di manutenzione straordinaria e ordinaria del patrimonio esistente, ma attendiamo risultati anche dagli investimenti in opere pubbliche, che dovrebbero rafforzarsi nei prossimi anni. Per il 2016 si conferma la previsione di un anno fa, +2,2%, ma cambiano le componenti dei vari comparti: crescono meno del previsto gli investimenti in opere pubbliche e cresce più del previsto il rinnovo residenziale, +4% grazie al boom dei bonus edilizi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google