I fanghi inquinati? Nella discarica... chiusa
FINALE. Un progetto che affonda le radici a oltre un anno fa, quando il comitato “Mantova, acqua, ambiente, territorio e legalità” iniziò ad analizzare i documenti della bonifica della “Conca di...
FINALE. Un progetto che affonda le radici a oltre un anno fa, quando il comitato “Mantova, acqua, ambiente, territorio e legalità” iniziò ad analizzare i documenti della bonifica della “Conca di navigazione di Valdaro”, una delle aree più inquinate di Mantova, a ridosso del polo chimico su un terreno fortemente contaminato anche da mercurio e idrocarburi. Ebbene, parte del prodotto scavato e bonificato, attraverso un brevetto innovativo della Mapei, trasformato da fango in granulato inerte dovrebbe arrivare alla discarica di Finale. O almeno così stabilisce il progetto esecutivo preso in visione e approvato dalla Provincia di Mantova e Aipo, coinvolta anche perché parte dei fanghi saranno diretti - via fiume - alla discarica di Guastalla, altrettanto chiusa. I lavori di costruzione della Conca sono stati affidati alla Reggiani srl. Ma perché quei prodotti dovrebbero arrivare a Finale, in un sito chiuso da quasi un anno e per cui l’attuale Consiglio comunale ha già espresso parere negativo all’ampliamento? La domanda finora non ha risposta o meglio bisogna partire proprio dalla documentazione presentata a Mantova per scoprire che Feronia, la società proprietaria della discarica, partecipata da Hera (in maggioranza) e Sorgea (municipalizzata di Finale), ha dato un parere in cui certifica il totale “recupero/riutilizzo della totalità (100%) del materiale stabilizzato prodotto con finalità di recupero”.
Curioso poi annotare come il progetto di Mantova sia stato curato dallo stesso studio tecnico che si è occupato di elaborare la domanda per l’ampliamento della discarica di Finale, ora al vaglio della Valutazione di impatto ambientale. Coincidenze, per ora.
Nel frattempo sia il consigliere comunale, Stefano Lugli di Sinistra civica e il collega in Regione, Piergiorgio Alleva, hanno presentato due interrogazioni per fare luce sul progetto. «L’ampliamento della discarica di Finale - scrive Lugli - è stato bocciato: non ho quindi dubbi sul fatto che qui non arriverà un grammo di quanto previsto a progetto. La vicenda mette però in evidenza il fatto che spesso quanto viene deciso all’interno delle società partecipate dal Comune - non solo di Finale Emilia - è fuori dal controllo degli stessi azionisti. Ho quindi presentato una richiesta di accesso agli atti per avere il parere di Feronia allo smaltimento previsto e un’interrogazione alla Giunta per sapere come sia stato possibile che Feronia a fine 2015 prevedesse lo smaltimento a Finale di materiale in una discarica che all’epoca era in via di esaurimento (e il cui progetto di ampliamento non era ancora stato presentato) e quale controllo viene esercitato dal Comune sulle scelte imprenditoriali di Feronia, a cui l’amministrazione partecipa attraverso la controllata Sorgea». (fd)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
