I piromani mettono a fuoco l’Appennino
Dopo il maxi incendio doloso al lago Scaffaiolo, altri quattro causati da emulatori: in fumo decine di ettari di vegetazione
Sono andati distrutti 23mila metri quadrati di vegetazione nel nuovo incendio doloso che ha colpito per la terza volta in due giorni i grandi spazi verdi attorno al borgo di Roncatello, sul crinale che separa Emilia e Toscana, nei dintorni di Piandelagotti (Frassinoro). Si tratta dell’episodio più grave fra i tre che si sono incredibilmente succeduti da domenica, e infatti quando è scoppiato, lunedì verso le 20.30, erano state mobilitate inizialmente anche le squadre di vigili del fuoco di Sassuolo e Pievepelago. Poi però il fattore prossimità (ancora una volta il distaccamento sul territorio si è rivelato fondamentale per evitare guai peggiori) e la prontezza d'intervento hanno permesso alla squadra di volontari di Frassinoro di chiudere l'emergenza da soli, con due mezzi e cinque uomini. Che hanno dovuto raggiungere a piedi, nell’ultimo tratto, il versante in salita verso il monte Roncadello dove il fuoco divampava.
Le operazioni si sono concluse verso le 23 con la messa in sicurezza dell’area, lontana giusto una decina di metri da quella che aveva preso fuoco domenica sera. Chiara dunque la matrice dolosa (impossibile l’autocombustione di notte a terreno umido), riconducibile con tutta probabilità alla stessa mano. Quella del piromane che si è divertito a tornare a tormentare la zona dopo un periodo di silenzio. Era infatti da aprile che non si registravano qui episodi del genere, ma in passato ce n’erano stati diversi.
Da tempo insomma si parla di un piromane, ma il suo improvviso “risveglio” pare legato alla voglia di emulare il “fattaccio” di sabato, quando sono andate in fiamme 75 ettari di vegetazione (anche mirtillaie) sempre sul crinale ma dal versante bolognese del Corno alle Scale al Passo della Calanca, nei dintorni del lago Scaffaiolo (Fanano), con danni quasi tutti sul lato toscano. Pochi dubbi anche qui sul dolo (diversi testimoni hanno riferito di aver visto tre focolai distinti nel buio della notte), per quali fini saranno gli inquirenti a stabilirlo. Di certo c’è che all’episodio ne sono seguiti subito a ruota quattro: oltre ai tre di Roncatello, quello che lunedì verso le 16 ha visto divampare le fiamme a confine tra Fiumalbo e l’Abetone, nella località già toscana de “Le Motte”, frazione di Faidello. Altri due ettari distrutti, in un punto isolato dove non era mai andato a fuoco nulla. Piromane, dunque. Probabilmente diverso da quello di Roncatello, che non ha avuto nessun problema a colpire più volte nello stesso posto. Perché dunque si sarebbe dovuto fare 30 chilometri di trasferta? Saranno comunque le indagini del corpo Forestale ad approfondire la dinamica.
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