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Il sindaco di Fiumalbo Campi attacca: «C’è un obiettivo, gli inquirenti indaghino»

«Stavolta non c’erano case nelle vicinanze, ma cosa potrebbe succedere se qualche pazzo prendesse di mira terreni prossimi ai centri abitati? La preoccupazione c’è, per questo sto pensando a un’ordina...

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«Stavolta non c’erano case nelle vicinanze, ma cosa potrebbe succedere se qualche pazzo prendesse di mira terreni prossimi ai centri abitati? La preoccupazione c’è, per questo sto pensando a un’ordinanza per l’eliminazione delle sterpaglie vicino ai paesi, perché sono un fattore di pericolo». Studia le contromisure il sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi di fronte all’emergenza incendi che finora ha coinvolto solo Roncatello (Piandelagotti), ma che non va sottovalutata. «Purtroppo – sottolinea – a monte c’è sempre il problema dell’abbandono del territorio: se ci sono sterpaglie è perché nessuno si cura dei terreni. E da rischio nasce rischio, perché dalle sterpaglie il fuoco potrebbe arrivare anche ai nostri splendidi boschi, con conseguenze inimmaginabili». «Dietro agli incendi di Frassinoro e a quello di lunedì qui a Fiumalbo al confine con l’Abetone c’è sicuramente la bravata di qualcuno – commenta il sindaco Mirto Campi, che è anche assessore ad ambiente e forestazione nell’Unione del Frignano – mi sembra una tipologia del tutto diversa rispetto ai fatti di sabato sul crinale del lago Scaffaiolo. In quest’ultimo caso c’è probabilmente una pianificazione e un obiettivo, su cui gli organi inquirenti dovranno fare chiarezza. A Fiumalbo e Abetone credo solo la voglia di fare gli emuli. È comunque allucinante pensare che qualcuno, in totale libertà, decida di sfregiare così i nostri territori, dove adesso ci sono belle chiazze nere all’interno di splendidi scorci paesaggistici». La natura, però, è in grado di rimediare da sola, anche se ha bisogno di tempo: «A primavera – spiega – nascerà nuova erba che a poco a poco cancellerà le cicatrici. Ma l’inverno sarà problematico, perché il fuoco ha lo stesso effetto del gelo sui terreni ed è possibile che in quelle aree vi siano cedimenti: “slavine” di sassi e terra, ma anche di neve». (dm)

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