La Soprintendenza boccia il cemento a Spezzano di Fiorano
Parere negativo sulla lottizzazione per realizzare hospice e nuove scuole: «Troppe incongruenze»
FIORANO. La Soprintendenza alle Belle arti e al paesaggio di Bologna ha bocciato il progetto di realizzazione del polo scolastico e dell’hospice nell’area di via Motta, rilevando innumerevoli incongruenze rispetto alle leggi che tutelano il paesaggio, il territorio e i beni archeologici. Il progetto è probabilmente uno dei più importanti mai realizzati a Fiorano e rientra nell’accordo di programma che ha per protagonisti la System di Franco Stefani, il Comune, l’immobiliare Casa Sana e la famiglia Leonardi.
In breve, ricapitolando la vicenda già ufficializzata la scorsa primavera, Franco Stefani per avere la possibilità di ampliare la sua azienda in terreni attigui alla sede attuale (lungo la Modena-Sassuolo) pagherà circa 4 milioni di euro di extra-oneri con i quali finanzia l’acquisto del terreno agricolo Leonardi di via Motta, poi convertito a edificabile per interesse pubblico e quindi destinato a ospitare una scuola materna, una elementare, una palestra e un centro pasti. Nell’area adiacente, l’immobiliare Casa Sana offre un terreno per realizzare l’invocato hospice di distretto per i malati terminali e promette di risanare Villa Menotti che cade a pezzi, in cambio di una quota di edificabilità per villette. Tutto questo impianto è stato elaborato con quello che si definisce accordo di programma, che in nome dell’interesse pubblico semplifica l’iter. Ma non può sottrarsi alla Conferenza dei servizi, in cui sono chiamati a esprimersi tutti i soggetti che hanno qualche interesse nel piano, tra cui appunto la Sovrintendenza, che in vista dell’incontro ha inviato un documento con la sua bocciatura.
La Conferenza dei servizi è stata rinviata dall’amministrazione comunale, probabilmente alla ricerca di un accordo preventivo, ma il “no” è stato ampiamente colto dall’associazione Contro il consumo di territorio nata a Spezzano per contrastare il progetto, che si è riunita l’altra sera con architetti e urbanisti per fare il punto. Fra gli altri era presente il presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio, che ha analizzato sulle scelte della Consulta: «La bocciatura è seria e si basa su leggi dello Stato e regionali che in alcuni casi mi paiono francamente non superabili. C’è un aspetto legato alla tutela del paesaggio rurale di pregio, che viene sottolineato dalla Consulta e riguarda decisamente il luogo individuato. Questo mi pare un vincolo, regolato da leggi statali, che non può essere scavalcato. Poi c'è la questione della zona di rispetto del fiume, che per legge è di 150 metri. Buona parte dell’area destinata a hospice e alle villette, compresa Villa Menotti, rientra in questa area di rispetto dove il paesaggio non può in alcun modo essere alterato; anche la parte progettuale che riguarda l’espansione System, che prevede settecento metri di tombamento del Rio Corlo, è incompatibile con la legge».
Ci sono anche altri aspetti sottolineati dal documento della Consulta: la probabile esistenza di insediamenti archeologici sotterranei nella zona di Casa Leonardi, il terreno agricolo oggetto della costruzione del Polo scolastico, l’incompletezza della Valutazione di sostenibilità ambientale prodotta, soprattutto per quanto riguarda le previsioni di impatto delle nuove opere, e anche le possibili scelte riguardanti Villa Menotti, oggetto di proteste nei giorni scorsi per la situazione di degrado ormai prossima al crollo: fra le proposte progettuali infatti c’è anche quella dell’abbattimento e ricostruzione fedele, che viene ritenuta incompatibile.
Tutto da buttare quindi? No, come spiega lo stesso Losavio: «Il giudizio della Consulta è importante, perché insieme al Comune e alla Provincia è uno dei tre soggetti deliberanti, ma è ampiamente discrezionale, la Consulta stessa ricevuti chiarimenti e modifiche può cambiare parere ed è per questo, ritengo, che la Conferenza dei servizi è stata rinviata».
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