Costrignano si sveglia nell’incredulità
Nella frazione di Palagano in pochi conoscono Daniele Albicini: «Tipo molto riservato, veniva qui alcuni giorni a settimana»
PALAGANO. L’arresto di prima mattina di Daniele Albicini ha creato comprensibilmente un certo subbuglio a Costrignano, frazione di Palagano, dove il dispiegamento di forze davanti alla sua abitazione di via San Giovanni non è passato inosservato. Ha colpito però più questo che il personaggio coinvolto, perché a sentire dall’uno e dall’altro sembra che il 59enne non fosse così conosciuto, che frequentasse poco la vita di paese.
Suo padre Adelmo, scomparso da tempo, se lo ricordano bene, col suo lavoro di campagna. Ma il figlio (come la sorella) di fatto ha abbandonato la frazione da giovane, ritornando nella casa paterna solo ogni tanto. Dove però l’hanno trovato i carabinieri, notificandogli il decreto di fermo.
«Mi hanno telefonato in tanti per chiedere cos’era successo - spiega Giovanna Chichirita del bar Apollo, a pochi metri dalla casa dell’operazione - ma io subito non sapevo cosa dire, ho visto solo i carabinieri e pensavo che fosse per dei ladri. Poi ho sentito la notizia: non avrei mai immaginato una cosa del genere».
«Sono rimasto sbigottito quando l’ho saputo - sottolinea Luciano Fratti - non avrei mai pensato che potesse aver fatto una roba come quella di cui dicono, ma ammetto che lo conosco poco».
«E dire che tutti gli Albicini sono sempre state persone su cui non si poteva dire nulla - precisa Pietro Beneventi - tutta gente brava e onesta. Chissà cosa gli è passato per la testa».
«Se devo dire la verità non l’ho mai visto in paese - nota Alceo Ballocchi - però pensare a una cosa del genere fa venir male».
E avvicinandosi alla casa, non emerge il ritratto di una persona più conosciuta, anche se chi parla preferisce mantenere l’anonimato. «È sempre stato molto riservato - dice una vicina - vedevo l’auto arrivare ogni tanto e basta, non è che si fermasse a parlare. Era così tutto l’anno: capitava che veniva qualche giorno e poi via. Stamattina ho visto arrivare dei ragazzi, ma erano in borghese e non mi ero resa conto che fosse un’operazione dei carabinieri. Ma mi ha colpito molto quando ho sentito la notizia, non avrei mai pensato che ci fosse dietro questo».
«Anch’io lo vedevo molto poco - conferma un’altra vicina - è capitato anche che passassi proprio davanti a casa sua e così, vedendolo lì, lo salutassi. Ma non ricordo delle gran conversazioni, si vede che preferiva rimanere sulle sue. Ho seguito bene la vicenda dell’agguato al primario, sì, che cosa folle... E fa male pensare che possa essere stata commessa da una persona che abita vicino a te». Anche un signore a passeggio per la via conferma il ritratto solitario: «Non si faceva mai vedere in giro - racconta - Saliva a Costrignano al massimo 2-3 giorni alla settimana, poi ripartiva».
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