Gazzetta di Modena

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L’Ateneo forma gli esperti di calamità

di Eleonora Degoli
L’Ateneo forma gli esperti di calamità

Debutta a Modena il primo corso nazionale nella prevenzione e nella gestione dei disastri naturali e tecnologici. 60 posti

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Terremoti, trombe d’aria, alluvioni. Il nostro territorio non è estraneo alle emergenze causate da questi eventi naturali. Ma abbandonarsi alla paura o alla fatalità non è un’azione funzionale per contrastarli o limitarne i danni. Ne è convinta l’Università di Modena, che proprio in questi giorni ha aperto il bando di iscrizione per un nuovo corso di perfezionamento sulle emergenze territoriali, ambientali e sanitarie. Un unicum nel suo genere in Italia e dalle caratteristiche interdisciplinari che lo rendono interessante anche in ambito europeo.

Sono 60 i posti disponibili e la scadenza del bando di ammissione è fissata per l’8 gennaio 2017. Che cosa propone il corso? Il fine è quello di fornire competenze relative alla previsione, prevenzione e gestione di calamità naturali e anche tecnologiche. Si tratta, principalmente, di approfondire le conoscenze di chi già è attivo nel campo delle emergenze, ma il bando è aperto a tutti gli interessati. «Uno degli scopi primari del corso - afferma il direttore del corso Mauro Soldati - non è quello di creare una figura estremamente specializzata in una data disciplina, ma quello di creare il profilo di un operatore nel campo delle emergenze che possa avere conoscenze trasversali». L’approccio olistico del corso è importante perché, come spiega il direttore generale dell’Arpae Emilia Romagna Giuseppe Bortone, «Bisogna sviluppare il nostro sistema di formazione e di conoscenza sul dialogo e sulla possibilità di capirsi e cogliere l’essenza delle problematiche. Questo corso penso risponda a questi obiettivi perché si rivolge soprattutto ai tecnici della sanità e dell’ambiente per affrontare e mettere a punto un metodo e una conoscenza condivisi». Per rispondere a questi scopi, il corso, che inizierà a febbraio dell’anno prossimo per terminare nel gennaio del 2018, è suddiviso in tre parti distinte. Una di queste è puramente teorica, e prevede 120 ore di lezioni frontali per un generale inquadramento del tema.

A queste ore ne seguono altre novanta per ciascuno dei tre indirizzi disciplinari previsti: scientifico-tecnologico, medico-biologico-sanitario e giuridico- economico.

Un tirocinio finale costituisce la parte pratica della durata di 250 ore. 390 ore di lezione, quindi, che si svolgeranno prevalentemente nel fine settimana con l’opportunità di usufruire del servizio di formazione a distanza. Il progetto, voluto dal Comune di Modena e finanziato dalla Fondazione cassa di Risparmio per 51mila euro, vede anche la collaborazione dell’Esercito italiano e della già citata Arpae (Agenzia regionale per l’ambiente). A chi appartiene, a vario titolo, ad uno di questi enti partner, è riservato un posto gratuito al corso: un totale di 30 futuri studenti esenti dal costo di iscrizione pari a 300 euro. «È un corso unico nel suo genere in Italia, - sostiene Marco Sola, delegato Unimore per la Didattica - in questo senso vogliamo pensare di poter fare da apripista».

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