Gazzetta di Modena

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«La Fondazione si scordi di vendere azioni a Hera»

di Valeria Cammarota
«La Fondazione si scordi di vendere azioni a Hera»

Gaddi e Monica Amici analizzano lo statuto di Crc e della municipalizzata «L’operazione di cessione delle quote è vietata, il Cda può impugnare l’atto»

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«Abbiamo svolto un’analisi di un eventuale possibile concambio delle azioni di Aimag possedute dalla Fondazione Cassa di risparmio con azioni Hera: questa azione è contro legge e disattende ben quattro normative contenute nel codice civile, nella legge 153 che regola le Fondazioni, nello statuto di Aimag e nello stesso statuto della Fondazione». È quanto affermato dai consiglieri del M5s Monica Medici ed Eros Andrea Gaddi, a seguito della strategia che vorrebbe la Fondazione intenzionata a valutare un concambio delle azioni Aimag in Hera.

«Una clausola di prelazione inserita nello statuto di Aimag - spiega la consigliera Medici - prevede che la Fondazione non possa assolutamente operare un’azione di concambio prima di aver individuato un possibile acquirente e manifestato la propria volontà al Consiglio di Amministrazione che, a sua volta, deve convocare i soci per constatare il loro interesse: solo dopo la Fondazione potrà cedere le proprie azioni. Tuttavia, secondo la clausola di gradimento, se i soci non sono d’accordo il codice civile impone che la Fondazione chieda il recesso. Anche le norme che la Fondazione stessa si è data non più tardi dello scorso luglio, parlano chiaro - continua la Medici - affermano come esse non possano esercitare funzioni creditizie né effettuare erogazioni o sovvenzioni in favore di imprese di qualsiasi natura, se non nei confronti di società private il cui fine sia la ricerca scientifica, l’istruzione, l’arte, la sanità, l’assistenza: detto concambio rappresenta evidentemente una funzione creditizia nei confronti di società che non rientrano in queste tipologie. Rispondiamo poi al presidente Schena quando dice che deve guardare alla redditività: è giusto, ma lo statuto afferma che il patrimonio della Fondazione è vincolato al perseguimento degli scopi statutari, quale ente senza scopo di lucro in funzione della salvaguardia del rischio e del buon rendimento: i dividendi 2015 di Hera - 0,123 euro ad azione - sono stati leggermente superiori a quelli di Aimag - 0,105 euro per azione - ma questo solo perché Hera ha distribuito l’intero utile, Aimag ne ha reinvestito una parte. Ciò significa che il valore delle azioni Aimag è in realtà superiore a quello delle azioni Hera».

In conclusione «Aimag può far valere l’indice di gradimento - affermano Medici e Gaddi - e non è obbligata a mettersi in casa nessuno che non le piaccia. Se la Fondazione effettuasse un concambio, il CdA di Aimag dovrebbe impugnare l’atto in tribunale. Se nessuno lo dovesse impugnare, saremo noi a fare qualcosa. Giuridicamente la palla è nelle mani di Aimag e dei soci: non si è in balìa né di Hera né della Fondazione. Quest’ultima vuole cambiare? Lo faccia secondo le regole. Invitiamo gli amministratori a vigilare».

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