La procura: «Finito l’incubo per tutto l’ambiente medico»
«È stata un'indagine molto complessa, in cui sono state vagliate tantissime piste - ha sottolineato il procuratore capo Lucia Musti - L'identificazione del movente sentimentale ha avuto il primo...
«È stata un'indagine molto complessa, in cui sono state vagliate tantissime piste - ha sottolineato il procuratore capo Lucia Musti - L'identificazione del movente sentimentale ha avuto il primo risultato di liberare l'ambiente sanitario modenese da un incubo, quello del fenomeno di una eventuale ritorsione per un'operazione andata male e anche della possibile esistenza di un killer seriale, di un giustiziere». Il procuratore Musti, ringraziando i carabinieri del reparto operativo per «40 giorni di duro lavoro», ha detto anche di voler lanciare un messaggio ai cittadini: «Se uno si deve vendicare in questo modo è meglio che vada da uno psicoterapeuta per superare un incidente di percorso della sua vita e che non compri una pistola ad acqua e sostanze per spurgare i lavandini. Chi lo fa e aggredisce una persona deve pagarne le conseguenze».
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