Gazzetta di Modena

Modena

«Nel settore carni rimborsi spese fasulli»

«Nel settore carni rimborsi spese fasulli»

Cgil: «Operai multati per la Trasferta Italia: un trucco delle aziende per abbassare le ritenute fiscali»

2 MINUTI DI LETTURA





VIGNOLA. Il distretto della lavorazione carni continua a vivere momenti di tensioni. Dopo gli scioperi, i blocchi e le cariche della polizia delle settimane scorse, scoppia un nuovo bubbone: i rimborsi spese. La denuncia arriva dalla Cgil, che evidenzia come «centinaia di lavoratori degli appalti stanno, infatti, ricevendo dall’Agenzia delle Entrate cartelle esattoriali di indebito fiscale e relative sanzioni, con importi che vanno dai 3mila agli 8mila euro per ogni anno di accertamento (dal 2005 in poi), con un ammontare di indebito complessivo che potrebbe arrivare a 30-40mila euro da dover risarcire all’erario».

L’indebito contestato è in relazione alla voce “Trasferta Italia” che le aziende appaltatrici hanno usato «impropriamente per abbassare il costo del lavoro, essendo questo un istituto non assoggettato a ritenute fiscali». Così si corre il rischio che il lavoratore sia l’unico a pagare per colpe non sue: «Questi lavoratori spesso non sanno leggere le loro buste paga, ma in ogni caso non sono in grado di capire certamente il significato di una voce nei suoi aspetti contributivi e fiscali. Si corre il rischio che il soggetto più debole rimanga l’unico soggetto aggredibile al quale richiedere le tasse eluse, perché le imprese nel frattempo sono chiuse, sparite e quindi non pagheranno niente. Ecco perchè, sempre secondo Cgil, è così diffuso nel distretto delle carni il fenomeno di cooperative che, dopo uno o due anni, chiudono proprio per eludere gli accertamenti fiscali. «Inoltre il messaggio che potrebbe passare è: io lavoratore mi mobilito, protesto e presento denuncia contro irregolarità della busta paga e mi ritrovo però a dover pagare per l’evasione fiscale praticata dai miei datori di lavoro, per i propri interessi», afferma Giorgio Benincasa coordinatore Cgil Vignola. «Questo - prosegue il sindacalista - può far nascere un senso di ingiustizia, un sentimento di sfiducia nei confronti delle istituzioni».

La Cgil da anni evidenzia e segnala fenomeni diffusi nel distretto lavorazione carni di «lavoro irregolare, illecita somministrazione di manodopera, elusione ed evasione fiscale e contributiva compreso appunto l’utilizzo improprio della “Trasferta Italia”. A questa problematica contingente ed urgente si deve trovare una risposta adeguata che non scarichi sui lavoratori le responsabilità di gestione disinvolte e truffaldine di tanti datori di lavoro delle cooperative appaltatrici. «Confidiamo che già da oggi, presso la Provincia al “Tavolo Carni”, ci siano le condizioni per intraprendere un percorso che promuova la responsabilità sociale delle imprese - conclude Benincasa - e favorisca la legalità anche alla luce di quanto indicato dal Testo Unico su legalità e appalti approvato il 28 ottobre dalla Regione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google