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Uccisero anziana durante rapina, 30 anni di carcere ai due assassini

Uccisero anziana durante rapina, 30 anni di carcere ai due assassini

La sentenza contro i due ragazzi, nei pressi di Castelfranco, per la morte di Cloe Govoni, insegnante in pensione di 84 anni e il tentato omicidio di Maria Humeniuc, la donna che l'accudiva. Le difese: ricorso in appello. Le parti civili: una sentenza che serva da monito

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FERRARA. Entrarono in casa per rubare, a Renazzo di Cento (Ferrara), il 6 novembre 2015, ma scoperti ridussero in fin di vita un'insegnante in pensione, Cloe Govoni, 84enne, e picchiarono senza pietà Maria Humeniuc, la donna che accudiva l'anziana.

il giudice Piera Tassoni, dopo aver valutato le richieste dell'accusa (ergastolo) e le tesi presentate dalle difese (riduzione a omicidio preterintenzionale e non voluto), ha condannato a 30 anni di carcere due giovani che abitavano nei pressi di Castelfranco: Leonard Veissel, 27 anni, e Florin Constantin Grumeza, di 23. Il giudice ha valutato che l'omicidio dell'anziana (morta giorni dopo per le ferite riportate nell'aggressione) e il tentato omicidio della donna che la accudiva erano punibili con l'ergastolo, ma per via della riduzione dovuta al rito (in abbreviato, sconto di un terzo) la pena è scesa a 30 anni di carcere.

«Una sentenza che servirà da monito», spiega l'avvocato Rita Gavioli, parte civile per il comune di Cento. Le fa eco Salvatore Mirabile, legale della famiglia Govoni-Ardizzoni, per il figlio dell'anziana e per Humeniuc: «una sentenza che soddisfa, nonostante i tentativi delle difese di dare ricostruzioni del tutto inaccettabili». Proprio le difese, che hanno strappato comunque all'ergastolo i due imputati (la pena del carcere a vita era stata chiesta dal pm Ciro Alberto Savino), hanno annunciato ricorso in appello. Soprattutto l'avv.Milena Catozzi, per Grumeza, ha ribadito che «si tratta di una pena sproporzionata per come si sono realmente svolti i fatti. La posizione del mio assistito - ha aggiunto - non è stata compresa, ribadiremo in appello la tesi dell'omicidio preterintenzionale». Fabio Chiarini, difensore di Veissel: «sentenza scontata per un processo a senso unico», e ha ribadito a sua volta il ricorso in appello.

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