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Stefani svela il futuro del gruppo System

di Stefano Turcato
Stefani svela il futuro del gruppo System

«Posso vendere rami d’impresa solo a chi garantisce continuità industriale come Krones. Nel 2.020 passo il testimone»

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Numeri positivi, investimenti continui in Italia e nel mondo, circa duemila dipendenti, prospettive di crescita ulteriore ma soprattutto la volontà di fare chiarezza sul futuro, non solo prossimo, tanto sul piano personale quanto su quello della sua grande azienda.

Franco Stefani, imprenditore di successo che sta guidando il Gruppo System a una crescita costante nel settore degli impianti e delle tecnologie per ceramica e altri settori produttivi, nel suo incontro abituale di fine anno con la stampa è il solito fiume in piena.

Al suo fianco siedono Luigi Panzetti, Ad System, e Alberto Selmi, Ad Laminam.

Stefani tra un dato e l’altro non offre banalità ma considerazioni di rilievo da imprenditore autentico e in questa occasione aggiunge le rivelazioni sull’inevitabile quesito che riguarda le prospettive future dell’azienda.

«Capisco le domande sul futuro - dice Stefani - è logico che vengano rivolte a un 71enne che pochi mesi fa ha anche subito un intervento di angioplastica. Su questo punto diciamo subito che sto benissimo e che da mesi sto facendo il muratore, nel senso che sto girando per i cantieri dei 70mila metri quadrati coperti dei nostri diversi siti in cui rinnoviamo gli stabilimenti. Eravamo in saturazione e i nostri investimenti hanno anche portato 300 nuovi posti di lavoro. È stato un 2016 in cui abbiamo segnato un più 18% dopo un 2015 in cui si era registrato un più 15%. E vorrei evidenziare che nel settore delle tecnologie avanzate siamo arrivati a una copertura del 60% in tutto il mondo, in un processo in cui abbiamo il vantaggio di essere partiti da tempo con grande anticipo sugli altri. La sostituzione delle macchine determina una differenza di valore che premia System».

Il Gruppo System per il 2016 prevede di chiudere con un giro d’affari di circa 440 milioni di euro, appunto in crescita del 18% sul 2015, un dato che va considerato al netto della cessione di System Logistics al colosso tedesco Krones . E su questa cessione si innestano le considerazioni sul futuro del Gruppo.

«Ripeto che sto benissimo, che il lavoro mi impegna e mi appassiona come sempre e lavoro ancora le mie 12 ore al giorno. Ma non posso negare che da tempo sto pensando a quale potrà essere il destino di tutto quello che è stato costruito. Nel 2.020 avrò 75 anni e credo possa essere il momento per il passaggio del testimone. A oggi nessuno si è fatto avanti. Ed è vero che l’accordo con una grandissima azienda come Krones è in parte l’esempio di quello che potrebbe accadere. Io sono ricchissimo e quindi se vendo non devo lucrare ma sono ispirato da un unico criterio: quello della continuità industriale, quello dei possibili nuovi investimenti che l’acquirente potrà garantire in futuro, quello dei 2.100 posti di lavoro che in futuro dovranno avere se mai incrementi ulteriori. Ovvio quindi che soltanto gruppi multinazionali di notevoli dimensioni possono sedersi al tavolo per trattare. Con i grandi Fondi di investimento io nemmeno mi metto a parlare. E a chi mi chiede perché non tratto la vendita di tutto il gruppo rispondo che non esiste un gruppo, io almeno non lo vedo, che possa assumersi un carico complessivo dell genere offrendo le garanzie che io pretendo sul piano industriale. In definitiva non nego di essere aperto a incontrare qualche colosso che possa offrire le garanzie che io chiedo e non nego che si possa ripetere quanto già accaduto con System Logistics».

Chiarezza è fatta: come è stata ceduta la maggioranza del ramo che si occupa di logistica, in linea teorica non si può escludere che Stefani, alle condizioni richieste, possa valutare una cessione di Modula (magazzini verticali) o Laminam (grandi lastre ceramiche) o System Ceramics (tecnologie per ceramica). E un ultimo chiarimento in prospettiva Franco Stefani lo offre anche sulle voci che si erano diffuse sulla sua possibile scelta del manager Pietro Cassani, ex di System passato anni fa all’imolese Sacmi, quale uomo di punta con cui condividere le scelte strategiche per il futuro del Gruppo. «Queste voci c’erano - ha detto Stefani - al punto che anche da Sacmi mi avevano chiamato per chiedere se davvero Cassani stava per tornare in System ma, come si è potuto constatare, la realtà è stata diversa e io comunque sono contrario a riprendere un collaboratore che era già stato in System».

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