Diritto di prelazione: l’ente di Mirandola pronto a esercitarlo
Giuseppe Schena è uscito allo scoperto, ufficialmente. Non ha detto che sta valutando il concambio delle azioni di Aimag della Fondazione Crc con il colosso Hera, demandando al Cda e al Consiglio d'in...
Giuseppe Schena è uscito allo scoperto, ufficialmente. Non ha detto che sta valutando il concambio delle azioni di Aimag della Fondazione Crc con il colosso Hera, demandando al Cda e al Consiglio d'indirizzo ogni decisione, ma lo ha lasciato intendere, invocando autonomo spazio di manovra. In compenso a Mirandola si è tenuto un Cda d’urgenza, convocato dal presidente Giovanni Belluzzi, con il Consiglio che ha semplicemente preso atto della decisione dei colleghi carpigiani senza attendere un passaggio più formale che sostanziale di Schena & C. Perché a questo punto la partita Aimag si gioca più nella Bassa che su Carpi, o meglio Mirandola diventa l’ago della bilancia. La Fondazione dei Pico, infatti, come qualsiasi altro socio pubblico ha un diritto di prelazione sulle azioni messe in vendita e Mirandola è intenzionata ad esercitare quel diritto, salvo che Hera non offra così tanti soldi da cambiare gli scenari. Ma Schena propone un approccio diverso rispetto all'amico Belluzzi: il presidente di Crc demanda al Consiglio d'indirizzo ogni decisione, mentre Crm ha subordinato ogni scelta alle indicazioni dei sindaci-soci di Aimag che al momento restano compatti a sostegno del progetto di Tea, ma che potrebbero anche cambiare idea se arrivasse una clamorosa proposta di Hera, quella che Schena ha cercato di andare a scoprire. E intanto all’orizzonte incombe il referendum, strappato dal Comitato per l'Acqua Pubblica a cui potrebbe dare un appoggio sostanziale anche quell’ala del Pd che non vede di buon occhio Hera e la strategia di espansione su Aimag. (f.d.)
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