Distribuzione diretta dei farmaci «Per i malati aumentano i disagi»
«Siamo certi che la distribuzione diretta dei farmaci convenga?». La domanda arriva da un gruppo di cittadini modenesi. che segnalano difficoltà nel passaggio dalla farmacia territoriale al punto di...
«Siamo certi che la distribuzione diretta dei farmaci convenga?». La domanda arriva da un gruppo di cittadini modenesi. che segnalano difficoltà nel passaggio dalla farmacia territoriale al punto di distribuzione ospedaliera.
«Le Aziende sanitarie locali pensano in questo modo di riuscire a risparmiare soldi sui medicinali distribuendoli direttamente ai cittadini - hanno sottolineato in una lettera - ma questo risparmio ha costi altissimi per l'interesse e la comodità degli utenti».
Procediamo però con ordine. Il 1° febbraio 2007 è stato trovato un accordo a livello regionale per la “distribuzione per conto”. Nella proroga, siglata il 31 luglio 2009, si stabiliva che a Modena si sarebbero dovuti distribuire così minimo 60.643 farmaci. Per tali prodotti appare la sigla Pht: indica il prontuario (P) della distribuzione diretta per la continuità assistenziale ospedale (h)-territorio (t). N’è apparsa un’altra (extra Pht) per pazienti in dimissione, che ricevono assistenza domiciliare o che seguono visite specialistiche. Modena? Dati alla mano, è la provincia in cui gli extra Pht hanno la maggiore incidenza almeno per i farmaci di fascia A. Per intenderci, sono i medicinali essenziali e i prodotti per le malattie croniche, la cui distribuzione diretta aveva provocato dissensi a Rimini. Nel gennaio 2015 ne sono stati distribuiti 67.706 (da Medolla a Pievepelago), pari al 21,2% del valore regionale (320.030). Nel dicembre scorso la percentuale è salita al 21,3%. Sono aumentati i farmaci extra Pht in regione (355.439), ma l’incremento è stato più notevole nel Modenese (75.846 unità). Siamo così alla lettera di protesta. «Il cittadino deve sopportare due tipi di costi - spiega il portavoce - i costi espliciti e i costi impliciti. I primi sono costituiti dalle spese che deve sostenere per lo spostamento; i secondi sono dati dalla mancata retribuzione per il tempo impiegato e per il ritiro del farmaco, stimato circa in trenta minuti. Mediamente un cittadino che si reca al Punto Ausl è come se pagasse un sovrapprezzo per ogni confezione». Il gruppo di cittadini segnala disagi per gli orari di accesso e altro. «Il 60% della spesa farmaceutica è assorbita dagli over 65 - proseguono - e la maggior parte dei Punti Ausl distano più di 4 chilometri dall’utente. Il disagio si rivolge maggiormente ai pensionati». Dai dati più aggiornati si evince che i farmaci extra Pht più richiesti nel Modenese sono gli ipoglicemizzanti: 9.600 sui 34.971 del tipo distribuiti in regione (27,5% del totale). «Se aumentano le difficoltà per procurarsi i farmaci - conclude la lettera - i cittadini tendono a cautelarsi verso e aumentano le scorte dei prodotti. In caso di cambiamenti di cure, decessi o altro vanno però buttati. I cittadini pagano un servizio più disagevole perché meno capillare e meno servito rispetto alle farmacie territorial o di fiducia».
Gabriele Farina
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