Fondazione: «Pronti ad azioni legali»
Schena: «Deciderà il Consiglio: l’ente rispetta le norme ed è libero di valutare lo stato di salute dei propri investimenti»
«Anche se chiaramente esistono le condizioni per un’azione legale contro il Movimento 5 Stelle e le sue dichiarazioni, gravemente lesive della dignità e dell’operato della Fondazione e dei suoi amministratori, al momento personalmente non sono interessato a seguire questa strada. Ovviamente la scelta finale spetterà al Consiglio d’Amministrazione che a breve deciderà se rinunciare a rivalersi sui grillini oppure procedere legalmente».
Giuseppe Schena, presidente della Fondazione, pesa le parole all’indomani della conferenza dei grillini i quali hanno giudicato, secondo la loro interpretazione del codice civile, illegittimo il concambio di azioni Aimag - Hera. «Ogni decisione in materia - ha spiegato il presidente della Fondazione - rispetterà le norme dell’ente e le leggi. Su questo la città può stare sicura: nessuna riunione segreta o accordi sottobanco sono legati al futuro della nostra partecipazione in Aimag. La Fondazione, da ente indipendente qual è, analizza puntualmente il proprio portafoglio di partecipazioni in un’ottica di redditività e stato di salute dell’investimento. Tutto ciò per continuare a svolgere la nostra funzione sul territorio che è quella di sostenere la comunità».
Schena ha ribadito che il suo passato da assessore e sindaco sono definitivamente chiusi e che ora il suo ruolo non è politico. «Noi non vogliamo sostituirci agli enti locali - ha spiegato - e in questo senso non voglio appartenere alla lunga lista di “ex” che dicono agli altri cosa devono fare. Per questo motivo posso assicurare che ogni motivazione alla base delle nostre scelte è perfettamente tracciabile. Sul caso specifico - ha sottolineato Schena - le decisioni arriveranno lunedì, nel corso della riunione del Consiglio d’Indirizzo. Fino a quella data sulla questione sarà mantenuta la necessaria riservatezza che merita il caso i cui protagonisti sono Hera, società quotata in Borsa, Aimag, grande multiutility, e Fondazioni».
In ballo, lo ricordiamo, ci sono circa 10 milioni di euro, pari al 7,5% delle azioni Aimag, attualmente di proprietà della Fondazione Cassa Carpi. Può l’ente di via Sardegna disporre liberamente di questa sua quota societaria? Secondo le accuse dei grillini parrebbe di no, mentre è di tutt’altra opinione Giuseppe Schena. «Il vincolo di “co-vendita” - ha detto - cioè vendere solo se il socio pubblico lo consente, è decaduto nel 2012. Per quanto poi riguarda i rapporti con la Fondazione Cassa di Mirandola, devo sottolineare che sono ottimi e che ciascun ente può valutare autonomamente le possibilità in campo». Schena ha più volte sottolineato che l’ente di via Sardegna può legittimamente valutare lo stato di salute delle proprie partecipazioni, come fa regolarmente e come ha fatto in passato ad esempio con Unicredit, Banco Popolare e altre ancora».
Non si può comunque fare a meno di notare che sulla questione azioni Aimag, la decisione di mantenerle o di cederle potrà dare un impulso decisivo al futuro della multiutility locale: resterà autonoma o finirà per essere inglobata in Hera? Senza dimenticare che c’è in ballo il referendum del Comitato Acqua Pubblica che sta raccogliendo le firme per la consultazione popolare.
La Fondazione, insomma, chiede rispetto per il ruolo che svolge, mentre il suo presidente chiude chiedendosi: «Perché tanti anni fa nessuno obiettò quando entrammo nell’azionariato di Aimag? Penso che lo stesso atteggiamento vada tenuto oggi».
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