«Già affidati 5.500 immobili»
E sui camion esige un’insegna: “Beni confiscati alla criminalità”
«Con la consegna dei camion confiscati si realizza il disegno che le istituzioni insieme costruiscono. Oggi il lavoro dei carabinieri e della magistratura può essere misurato dai cittadini».
Il prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati, ieri ha raccontato a Modena i numeri importanti dell’organismo che conta 100 operatori: «Quando sono arrivato ci siamo trovati a gestire 10.500 beni immobili sequestrati. Ne abbiamo consegnati dopo la confisca già 5.500, con quelli che sono entrati ora ne restano 6.500», ha detto raccontando di decine di case ed edifici che vengono progressivamente assegnati a famiglie ed associazioni bisognose, per dare un segno tangibile del lavoro dell’agenzia. Postiglione ha spiegato di procedure da semplificare, ma che oggi già funzionano, grazie alle intese con le regioni e con i Comuni assegnatari. «Stiamo anche mettendo a punto un piano, perchè i Comuni che ricevono i beni spesso non hanno le risorse per essere resi funzionali. Possiamo dare risposte delle quali sono orgoglioso».
Non solo: ha concordato proprio ieri a Modena con i vigili del fuoco che i camion sequestrati portino visibile un’insegna che ricordi trattarsi di beni confiscati alla criminalità.
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