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la telefonata di domenica scorsa del 59enne all’ex fidanzata

In lacrime e disperato all’amata: «Non mangio e non dormo più»

di Stefano Totaro
In lacrime e disperato all’amata: «Non mangio e non dormo più»

Daniele Albicini era disperato. Aveva capito di aver fallito, di aver sbagliato del tutto la sua “strategia”, quella di distruggere fisicamente il suo rivale in amore in modo che la sua amata si...

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Daniele Albicini era disperato. Aveva capito di aver fallito, di aver sbagliato del tutto la sua “strategia”, quella di distruggere fisicamente il suo rivale in amore in modo che la sua amata si staccasse, lo lasciasse e tornasse con lui, l’unico che davvero le voleva bene.

L’agguato, il ferimento, quello che secondo la procura è stato un tentato omicidio gli si è rivoltato contro: le sua amata non ha lasciato il primario colme lui sperava, anzi, proprio la situazione così drammatica aveva saldato maggiormente il loro rapporto. E così, lui, disperato, si dichiara a lei ancora una volta. Domenica scorsa, l’11 dicembre, non è lui a chiamare la nuova compagna del primario Tondi, bensì lei.

Albicini infatti non era uno stalker, non la perseguiva con appostamenti, messaggi o martellanti telefonate. Piuttosto si confidava con le amiche di lei, con la sorella di lei, spiegava loro la sua disperazione, il suo dolore sentimentale. E ovviamente il suo “caso umano”, i suoi lamenti d’amore, in qualche modo, arrivavano alle orecchie dell’agognata 53enne. E così, come detto, quella domenica è lei a chiamare Albicini: ne nasce una conversazione per certi versi straziante, resa piuttosto lunga perché il 59enne piange, singhiozza, sfoga il suo dolore nel pianto. Lui ripete a lei che non riesce più a mangiare, che non riesce più a dormire.

Chiede tra le lacrime perché lei preferisca stare con quel medico piuttosto che con lui.. Insomma, un estremo tentativo di ricandidarsi, una conferma disperata del suo totale innamoramento. E lei, anche in questa occasione, così come fece verso la metà di ottobre quando svelò di avere una relazione con Stefano Tondi, non ha fatto altro che confermare che il loro rapporto, quello cioè tra lei e Albicini, era solo di amicizia. Amici e nulla più. Insomma, una ulteriore mazzata per il 59enne che invece non si rassegnata e che continuava, come hanno indicato gli inquirenti, a subire l’influenza di lei nonostante ormai non ci fosse più nulla da fare. Anche questa telefonata costituirebbe un’ulteriore prova di come “il modo” fosse crollato addosso al 59enne a partire dalla metà di ottobre, quando la sua ex fidanzata, quella che riteneva essere tuttora la donna della sua vita, lo aveva informato di avere una relazione con il primario. Di lì a poco la gelosia, la voglia di riconquistarsi l’amata e di sconfiggere il rivale, hanno fatto scaturire il terribile piano della pistola ad acqua caricata con la soda caustica. Dapprima la prova il 3 novembre, poi l’attuato la settimana dopo. I carabinieri hanno effettuato una accurata perquisizione in casa di Albicini sequestrando parecchio materiale informatico: hard disc, chiavette usb, pc. Ora stanno vagliando il materiale: sperano di trovare tracce delle lettere anonime diffuse dopo l’aggressione ma sperano anche di trovare una specie di diario, qualche scritto rivelatore.

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