L’Islam in Emilia: Modena è seconda
Creata la mappa della presenza di musulmani in regione Nella nostra provincia ci sono 14 luoghi di preghiera
MODENA. Un Islam plurale, che rappresenta le diverse provenienze e scuole religiose dei musulmani, fatto di un'unica grande moschea a Ravenna e di 176 luoghi di culto sparsi in tutta l'Emilia-Romagna, nati sotto forma di associazioni e centri culturali per l'assenza di una normativa a livello nazionale. È questa la fotografia che emerge dalla prima indagine condotta sull'Islam in Emilia-romagna dall'osservatorio sul pluralismo religioso, presentato oggi in assemblea legislativa. In Emilia-Romagna si stimano circa 182 mila 800 musulmani, il 13% di quelli presenti in Italia, la seconda regione dopo la Lombardia. Le presenze più rilevanti vengono da Marocco e Albania, ma nell'ultimo decennio si sono stabilizzate, mentre si sono quasi triplicate quelle da Pakistan e Bangladesh.
Altre presenze significative vengono da Tunisia, Senegal, Egitto e Turchia. «Il panorama islamico in regione quindi è in evoluzione», si legge nella ricerca.
L'indagine si è svolta tra il 2015 e il 2016, con un questionario che è servito sia a costruire la mappa delle presenze sia a studiare le caratteristiche e le attività di ogni gruppo. Dalla ricerca risultano 176 centri di culto islamici in Emilia-Romagna. Bologna è in testa con 48 luoghi di preghiera (14 in città e 34 in provincia), seguono Modena con 27, Reggio Emilia con 22, Ferrara con 20, Ravenna con 17, Rimini e Forlì-Cesena con 12, Parma e Piacenza con nove. «Il lavoro di mappatura non è stato semplice- spiega Pino Luca Trombetta, direttore dell'osservatorio religioso- a causa della mancanza in Italia di una legge sulla libertà religiosa e della difficoltà di rispettare tutti i requisiti richiesti per aprire un luogo di preghiera».
La quasi totalità dei musulmani credenti in Emilia-romagna appartiene alla corrente maggioritaria nell'Islam, quella dei sunniti. A Piacenza esiste però dal 2000 una comunità di ispirazione sufi, così come a Carpi esiste l'unica realtà sciita censita in Emilia-Romagna. A Bologna e Ferrara esistono centri Subud, una corrente nata in Indonesia che propone una religiosità mistica con influenze induiste e buddhiste. A San Pietro in Casale, nel Bolognese, c'è un centro Ahmadiyyat, un movimento nato in Pakistan e Arabia Saudita ma perseguitato in patria. A Parma c'è dal 1986 una sede della religione Bahài, di derivazione islamica ma di fatto autonoma, frequentata da 400 fedeli. Grazie alla migrazione, infatti, in emilia-romagna si sono create comunità che non potrebbero esistere nel paese d'origine.
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