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Bomporto. Ricatto erotico ad anziano: condannate madre e figlia

di Carlo Gregori
Bomporto. Ricatto erotico ad anziano: condannate madre e figlia

Cinque anni e mezzo di carcere a due donne palermitane complici nell’estorsione a facoltoso 81enne per una minore incinta che aveva frequentato

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BOMPORTO. Cinque anni e tre mesi di carcere a testa per madre e figlia imputate per concorso in estorsione a un 81enne di Bomporto. È la condanna arrivata ieri al termine di un processo davanti al Terzo Collegio del Tribunale di Modena per una vicenda avvenuta nel 2010 costata al pensionato - un facoltoso anziano del paese, nel frattempo deceduto - almeno 21mila euro e anche un pestaggio finale prima della consegna di altri 9mila euro.

In base a intercettazioni telefoniche, Giovanna B., 62 anni, e la figlia Patrizia D.F., 32 anni, erano coinvolte in una squallida vicenda di ricatti a sfondo sessuale che aveva già portato nell’ottobre 2011 a tre condanne in abbreviato e a un patteggiamento per i principali imputati. Le due, difese dall’avvocato Franca Massa, erano invece considerate dal pm Lucia De Santis, attive in una sorta di concorso “morale” nello spillare soldi all’anziano consigliando e incoraggiando un’altra sorella, Anna, che abitava vicino alla vittima. Il caso era finora rimasto relegato all’aula a porte chiude dell’udienza preliminare anche se la vicenda era in parte emersa.

Tutto è nato per puro caso durante una intercettazione a Palermo nell’ambito di una indagine antimafia contro la cosca mafiosa di Porta Nuova. È stato allora che i carabinieri hanno scoperto che in un paesino di Modena stava avvenendo un ricatto di notevole gravità e hanno avvisato i colleghi modenesi. I carabinieri di Bomporto hanno allora iniziato a controllare la casa della vittima, un 81enne facoltoso, proprietario di numerosi appartamenti, che stava vivendo nella paura sapendo che, anche se non aveva fatto nulla di male, era facilmente ricattabile. Nell’agosto 2010 Anna, una vicina, gli presenta una 17enne palermitana che si trovava a Bomporto. Chiede denaro per tornare a casa. Stando alla denuncia della vittima, lei si offre di andare a letto con lui e lui invece rifiuta. Fatto sta che da allora inizia a una pressante, quotidiana richiesta di soldi tramite la vicina Anna, che diventa soffocante quando l’anziano apprende che la minore è incinta. In varie tranche consegna 21mila euro. Finché la vigilia di Natale il compagno di Anna e un altro lo picchiano per ottenere altri 9mila euro. Si trattava, come spiegato in aula, di una montatura: la ragazzina era incinta di un altro, ma all’anziano avevano raccontato che gli avrebbero bruciato le case se non pagava per lo “sgarro”. E ha pagato fino al pestaggio.

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