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L'aggressione al dottor Tondi/Albicini resta in carcere: «È pericoloso»

L'aggressione al dottor Tondi/Albicini resta in carcere: «È pericoloso»

Il giudice: «Un uomo senza freni inibitori, spietato contro vittime inermi: potrebbe colpire di nuovo». Il 59enne non parla

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Si è presa qualche ora, il giudice per le indagini preliminari, Eleonora Pirillo prima di prendere una decisione riguardo a Daniele Albicini e al fermo effettuato dai carabinieri del Nucleo Operativo. Poi il gip ha deciso: fermo non convalidato, ma il 59enne resterà comunque in carcere.

Albicini, secondo il giudice, è “un soggetto pericoloso, nonostante l’apparente normalità della sua esistenza e dei suoi rapporti interpersonali, che ha dimostrato di essere totalmente privo di freni inibitori e che ha tenuto una condotta efferata e spietata contro due vittime inermi”, si legge nell’ordinanza con cui dispone la custodia cautelare in carcere per l’ispettore del lavoro di Palagano, indagato per l’aggressione con soda caustica al primario di Cardiologia Stefano Tondi e al figlio Michele, il 10 novembre.

Il Gip, accogliendo la richiesta della Procura di Modena, presentata dal pm Enrico Stefani e dal procuratore capo, Lucia Musti, ha deciso per la misura più severa, sottolineando “l’estrema gravità dei fatti, la spregiudicatezza e l’efferatezza dimostrata” e ritenendo che “dinanzi a situazioni emotivamente stressanti, verosimilmente potrà reiterare la propria condotta illecita, anche in considerazione della futilità dei motivi che lo hanno condotto a delinquere”.

A queste conclusioni, Eleonora Pirillo è arrivata ieri mattina dopo che aveva avuto modo di incontrare Albicini in carcere per effettuare l’interrogatorio di garanzia. Interrogatorio che però di fatto non c’è stato visto che il 59enne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una decisione presa con gli avvocati che lo stanno rappresentando: Vittorio Rossi e Silvia Silvestri. A far propendere per la custodia cautelare in carcere è stata la corposa documentazione elaborata dalla Procura, in cui si delinea un uomo in grossa difficoltà psicologica, che ha premeditato l’aggressione a Tondi e che era anche pronto per fuggire dopo che ormai ogni suo tentativo di riaccendere la storia d’amore con la nuova compagna del cardiologo (quella 53enne con cui aveva avuto una storia parecchio tempo fa) era ormai naufragato.

La decisione è arrivata all’esito dell’udienza sul fermo, provvedimento che il giudice non ha tuttavia convalidato, non ravvisando il pericolo di fuga. In sostanza, il Gip non crede che Albicini possa abbandonare gli affetti familiari e non pensa neppure che possa inquinare le ultime, eventuali prove a sua discolpa. Si teme, però, la reiterazione del reato: visto lo stato psicologico dell’uomo, non è quindi escluso che possa nuovamente colpire il dottor Tondi, colui che ritiene responsabile della sua sconfitta amorosa. Il movente dell’agguato serale con la pistola caricata a soda caustica è proprio questo: Albicini non poteva sopportare che l’amore della sua vita potesse avere, ora, una relazione con il primario di Baggiovara.

Ma il Gip pensa anche alla condizione di salute e mentali dell’uomo, che vive da solo a Costrignano. Un gesto estremo non sarebbe una possibilità remota: da qui il carcere. La difesa, in ogni caso, presenterà richiesta di scarcerazione al tribunale del Riesame affinché Albicini possa tornare a casa in tempi rapidi.

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