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Il Diamante non “brilla” più La gru fa spazio al supermercato

di Andrea Gilioli
Il Diamante non “brilla” più La gru fa spazio al supermercato

Iniziati i lavori di smontaggio per uno dei principali simboli del degrado nella periferia est e Braida Al suo posto sorgerà un discount. Il sindaco: «Un angolo della città che torna ad essere bello e fruibile»

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Dopo ben 28 anni sono iniziati i lavori di abbattimento del Diamante, lo scheletro di ferro e cemento che sorge a Mezzavia. Un’altissima gru ha infatti calato i primi pezzi di acciaio della torre e nel giro di 90 giorni lo scheletro sarà solo un ricordo. La costruzione della struttura, che sarebbe dovuta diventare una torre direzionale, iniziò alla fine degli anni ’80 ma l’opera restò incompiuta, diventando uno dei simboli del degrado di Braida e della periferia est. Tre anni fa, finalmente, un primo spiraglio: un investitore interessato ad acquistare l’area e a realizzarvi un supermercato e altri edifici commerciali. Poi lo stop, dovuto a problemi burocratici, il cambio di amministrazione e un nuovo progetto (che prevede un solo edificio commerciale, l’Eurospin, e l’abbattimento totale della torre). Ieri, finalmente, l’avvio della demolizione, dopo alcuni mesi di lavori per la realizzazione della nuova viabilità che servirà la zona. Ad assistere al primo atto dello smontaggio anche Riccardo Gatti, della società immobiliare proprietaria dell’area. «È stato un lungo e travagliato percorso – ha spiegato – ma oggi siamo a buon punto. La viabilità sarà terminata a gennaio e contiamo di consegnare tutto entro giugno. Come tanti sassolesi sono molto soddisfatto per l’avvio della demolizione. Ormai ci avevamo fatto l’abitudine ma quando il Diamante non ci sarà più sarà una soddisfazione per tutti, anche perché l’abbattimento era, ed è, la soluzione migliore, dato che ad oggi il “direzionale” non è per nulla appetibile sul mercato».

La demolizione della torre è in realtà una decostruzione, dato che la struttura verrà fatta a pezzi e smontata, quasi come fosse un “Lego”. Ad occuparsene Sire srl di Gualtieri per il consorzio C.S.A. di Reggio, che cura tutto il progetto.

«Si tratta di un’operazione molto impegnativa – ha chiarito il responsabile della sicurezza del cantiere, Alberto Costi - perché non si può fare una vera e propria demolizione. L’edifico sarà smontato in sezioni, calate man mano con la gru. Il ferro verrà mandato a fusione mentre i detriti in cemento verranno riciclati all’interno del cantiere». Sui tempi incombe l’incognita freddo, dato che i sistemi di taglio ad acqua non possono operare sotto lo zero. Soddisfatto per l’avvio della demolizione anche il sindaco Claudio Pistoni, che vede nell’abbattimento del Diamante un primo passo per la riqualificazione di Mezzavia e per l’eliminazione dei numerosi edifici che deturpano la città (in teoria durante questa consigliatura dovrebbero scomparire anche l’ex Goya e la parte restante dell’ex Cisa Cerdisa).

«Questo – ha affermato il primo cittadino – è un angolo della città che, come altri a partire dall’ex Cisa Cerdisa, torna ad essere bello e fruibile, con un’operazione urbanistica senza spese per la collettività. Ci sono ancora tanti edifici che deturpano Sassuolo ma l’importante è iniziare».

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