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Il prefetto tiene a battesimo piccoli profughi: «Modena sa accogliere con umanità»

di Stefano Luppi
Il prefetto tiene a battesimo piccoli profughi: «Modena sa accogliere con umanità»

Il prefetto fa il punto sui migranti e “tiene a battesimo” Ambra e Italo, figli di richiedenti asilo nati al Policlinico un mese fa

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MODENA «Modena è accogliente con i richiedenti asilo, con chi arriva e ci dice che sfugge da posti dove non solo garantiti i diritti umani. Sono persone che qui trovano una vicinanza, in attesa di capire quali sono le singole situazioni».

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Ieri al tradizionale scambio di auguri con la città il nuovo prefetto di Modena Patrizia Paba ha “presentato” Ambra e Italo, due bambini di colore, figli di famiglie di richiedenti asilo, nati al Policlinico un mese fa. Le due famiglie, una delle quali ospite con il nuovo nato, in questi mesi presso un hotel vicino al centro della città, provengono dalla Nigeria e dal Gambia. I molti intervenuti ieri alla cerimonia a Palazzo Foresto della Prefettura in corso Canalgrande osservavano con sorpresa questo fuoriprogramma che è servito a ricordare che la città è multietnica e viene incontro a chi scappa da qualche conflitto africano. I giovanissimi genitori della piccola Ambra - il papà Ebrima e la mamma Martha Manneh - hanno ascoltato emozionati le parole del prefetto attorniati dal personale del progetto Mare Nostrum che regola l'afflusso di immigrati a Modena.

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I richiedenti asilo intervenuti - certo un momento simbolico per ricordare le oltre mille persone presenti nella nostro provincia - hanno raccontato la loro situazione e in particolare come la Nigeria sia da questa estate al collasso, sull'orlo della guerra civile non solo a causa di Boko Haram, ma anche perché ci sono piccoli conflitti locali di tipo etnico nella zona del centro Africa. I profughi raccontano poi come il Gambia, con la dittatura del feroce stregone Yahya Jammeh, stia anche peggio tra oppressione, islamizzazione radicale, violenze e fame. Nel manifestare la vicinanza alle due famiglie di colore il prefetto Paba ha spiegato che «a Modena quando sono arrivata, tre mesi e mezzo fa, ho trovato un modo civile di gestire il problema immigrazione.

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Alla Prefettura ce ne occupiamo certamente dal punto di vista amministrativo, ma non solo, perché non dobbiamo dimenticare che sono persone che dicono di fuggire da luoghi pericolosi. Sotto la Ghirlandina il modello dell’accoglienza è virtuoso e così deve continuare per questo abbiamo scelto di dare alcuni doni natalizi ai due neonati Ambra e Italo». La mattinata per il resto si è svolta con il tradizionale scambio di auguri con le personalità più note della città, tra imprenditori, amministratori locali e parlamentari, alti vertici militari. Il prefetto all'ingresso di Palazzo Foresto salutava tutti gli intervenuti e si è soffermata a lungo con lo chef della Francescana Massimo Bottura. Presenti tra gli stucchi dorati della sede di rappresentanza della Prefettura, tra gli altri, i neocavalieri premiati dal prefetto, numerosi sindaci, tra cui quello di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Oltre a loro il comandante dell’Accademia militare Camporeale, i parlamentari Stefano Vaccari, Cecilia Guerra, Carlo Giovanardi oltre a rappresentanti della società modenese. Il prefetto ha concluso spiegando che «qui c'è una buona coesione istituzionale, dobbiamo continuare nella fondamentale ricerca della legalità. Come una orchestra occorre fare rete».

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