Carpi, morosità, ascensore fermo il 6° piano è irraggiungibile
Anziani e cardiopatici chiedono al Comune di intervenire in via Enrico Fermi «Non abbiamo la forza per portare la spesa in casa: qualcuno deve aiutarci»
CARPI. Raggiungere il sesto piano senza ascensore può essere come scalare il Cimone per chi ha una certa età oppure un cuore con qualche problema.
Il punto è che in via Fermi, nel palazzo con 36 appartamenti, l’ascensore c’è, ma sono finiti i soldi per farlo funzionare. «Non abbiamo i fondi per la corrente elettrica - dice l’amministratore condominiale Riccardo Fregni - nè per i controlli relativi alla sicurezza. A queste condizioni mi rifiuto di lasciare operativo l’impianto: in caso di incidenti, infatti, la responsabilità sarebbe mia». C’è anche qualcuno che si è rivolto al legale per far ripartire l’ascensore, ma non c’è stato nulla da fare: senza soldi l’impianto resta fermo. «Noi che abitiamo all’ultimo piano - dice la pensionata Giulia D’Amora - subiamo questo disagio in modo gravissimo. Anche solo portare su un pacco di bottiglie d’acqua minerale diventa un’impresa pericolosa per la salute. Il mio dirimpettaio è cardiopatico e rischia, davvero, di restarci secco. Per sbloccare la situazione mi sono rivolta anche all’assessore De Pietri, ma al momento tutto è fermo, letteralmente. Io credo - conclude - che il Comune non può far finta di niente in un caso simile e molto grave». Secondo le accuse, tutte da provare, il problema dei soldi è solo virtuale. C’è chi sostiene che i numerosi stranieri che vivono nel palazzo hanno un lavoro, ma non ne vogliono sapere di pagare per il funzionamento del palazzo. «Preferiscono mandare i soldi ai loro cari nei Paesi d’origine, tanto sanno che qui in Italia paghi o non paghi, cambia poco se non hai proprietà». In effetti molti risultano essere in affitto e di alcuni proprietari sono state perse le tracce. «Pensi - continua l’amministratore - che abbiamo rischiato che il palazzo si inondasse di liquami perché non c’erano i soldi per vuotare i pozzi neri. I tubi a colonna trasudavano di escrementi...».
E con i conti pregressi in profondo rosso, c’è il rischio che il condominio fallisca. D’altra parte risulta che solo 8 condomini pagano regolarmente le spese, mentre i restanti 29, a diverse gradazioni, hanno debiti. Così deve avere 17mila euro Aimag, 7 mila l’azienda che fa manutenzione dell’ascensore... fino a un conto complessivo di 60mila euro. «Non ci sono i soldi nemmeno per le mie parcelle», conclude amareggiato l’amministratore che medita di lasciare.
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